Di Luca Franceschi
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Durante la discussione in Commissione Ambiente sulla legge delega sul nucleare, la destra ha respinto l’emendamento presentato da Alleanza Verdi e Sinistra, con la firma dei deputati Bonelli e Ghirra. La proposta mirava a circoscrivere l’utilizzo dell’energia nucleare esclusivamente a finalità civili, tanto nella ricerca quanto nella produzione energetica.
Secondo quanto dichiarato da Bonelli, questa bocciatura assume connotati particolarmente gravi in quanto rivelerebbe l’intenzione del governo Meloni di mantenere aperta la possibilità di impiegare il nucleare anche per scopi militari. Se così non fosse stato, sostiene il deputato, il governo avrebbe potuto facilmente accogliere l’emendamento proposto, eliminando ogni ambiguità al riguardo.
Alla luce di questa dinamica, Bonelli chiede chiarimenti diretti alla premier Meloni sulle reali intenzioni dell’esecutivo. In particolare, il deputato di Europa Verde si interroga se il ritorno al nucleare rappresenti effettivamente un’occasione per spalancare le porte anche agli utilizzi militari di questa tecnologia.
Bonelli sottolinea che si tratta di una questione di straordinaria rilevanza e respinge anticipatamente qualsiasi accusa di diffondere informazioni infondate. A suo parere, sarebbe bastato un voto favorevole all’emendamento proposto per chiarire definitivamente che, indipendentemente dalla volontà di reintrodurre il nucleare nel Paese, il suo impiego sarebbe rimasto confinato unicamente alle applicazioni civili.
Con il rifiuto dell’emendamento di Alleanza Verdi e Sinistra, la maggioranza di destra si mantiene nella posizione di non escludere l’utilizzo militare del nucleare. Bonelli definisce questa situazione inaccettabile e rivolge un appello diretto a Giorgia Meloni affinché fornisca spiegazioni pubbliche e chiarimenti ai cittadini sulle vere intenzioni del governo.
