(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Da oggi anche sull’Autonomia del Trentino Alto Adige, con la riforma dello Statuto approvata anche dal Senato, si stende il benevolo ruolo di garanzia di Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia e della maggioranza di governo tutta.
Rispettati tutti gli accordi, smentiti tutti i corvi.
Si è compiuta una piena transizione verso la responsabilità condivisa a gestire l’autonomia.
Chiara la scelta di introdurre correttivi per i rapporti fra i gruppi linguistici in Alto Adige, per realizzare una autentica parità rimuovendo limiti e vincoli se non addirittura non più sostenibili divieti del passato. Come l’abolizione del divieto per un singolo consigliere del gruppo italiano eletto nei comuni di assumere responsabilità di governo sul proprio territorio. Un divieto antistorico e contro ogni diritto fondamentale, ora cancellato.
Ma in questa direzione va anche la riduzione degli anni di residenza per la maturazione del diritto di voto. Chi si trasferirà in Alto Adige diventerà cittadino del territorio più rapidamente e ciò porterà ad una migliore integrazione. Istituita la residenza storica per salvaguardare coloro che in provincia di Bolzano sono nati e cresciuti.
Così come nuove regole anche per garantire un più solido rapporto fra i gruppi linguistici all’interno del governo provinciale. Si sono superati molti tabù. E si sono messe in sicurezza le basi solide dell’autonomia intervenendo sui cosiddetti limiti delle competenze legislative per abbattere i contenziosi in costituzionali che si sono moltiplicati sulle competenze trasversali dalla infausta riforma costituzionale imposta dalla sinistra nel 2001.
Introdotto un virtuoso meccanismo di intesa che però non pregiudica e limita la sovranità parlamentare.
Rimane sul fondo il valore dell’interesse nazionale, ma anche degli accordi internazionali e dei principi costituzionali fra cui quello della tutela delle minoranze linguistica.
Nuovi aggiustamenti sulle competenze con l’introduzione di strumenti nuovi, anche per intervenire sulla sicurezza dei cittadini in presenza dei grandi predatori sul territorio.
Insomma, un nuovo Statuto che ha confermato la visione riformista della maggioranza di governo nazionale.
Il Trentino Alto Adige ne esce più solido grazie al ruolo di garanzia svolto dalla maggioranza di centrodestra.
Rimane il rammarico per la mancanza di coraggio da parte delle diverse espressioni della sinistra che non hanno avuto il coraggio di unirsi con poche eccezioni nel sostegno ad una riforma utile ai cittadini del Trentino e dell’Alto Adige.
Una posizione pregiudiziale, quella della sinistra. Incapace di guardare al merito, fissa sull’obiettivo elettorale di contestare tutto ciò che invece è stato possibile realizzare grazie alla volontà del governo Meloni.
Lo ha dichiarato l’onorevole di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì, relatore della riforma dello statuto di autonomia del Trentino Alto Adige alla Camera dei deputati
