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COMUNE DI VERONA * : «CONGRESSO NAZIONALE SU ARBOVIROSI: NUOVE SFIDE PER L’ITALIA»

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15.50 - mercoledì 13 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nell’estate del 2025 la provincia di Verona è stata al centro di un’epidemia autoctona di Chikungunya, che ha interessato 62 veronesi che negli ultimi 6 mesi non erano stati all’estero in zone endemiche per questa malattia.

Un evento, il primo in Veneto, destinato molto probabilmente a ripetersi nei prossimi anni a causa dell’intensificarsi degli spostamenti di merci e persone e per i cambiamenti climatici, con un aumento delle temperature che consente la permanenza delle zanzare tigre anche nella stagione autunnale e invernale. Per prevenire e gestire focolai autoctoni sono necessarie politiche comuni a livello nazionale, che coinvolgano l’ambito scientifico, istituzionale e gli stessi cittadini, chiamati a comportamenti virtuosi, affinché eventuali epidemie di patologie di origine tropicale – in particolare Chikungunya e Dengue – vengano tempestivamente contenute, evitando così conseguenze per la salute individuale, pubblica e per il tessuto economico.

E’ questo il fil rouge che collega la due giorni del Congresso nazionale “Arbovirosi: nuove sfide per l’Italia” organizzato il 19 e il 20 maggio dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar alla Camera di Commercio di Verona e patrocinato dal Comune scaligero. Un incontro scientifico che vede allo stesso tavolo Ministero della Salute, Istituto Superiore della Sanità, Regione Veneto, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, le Ulss venete e università nazionali.

“Temi non solo delicati ma sui quali è fondamentale una azione mirata messa in campo da tutte le istituzioni interessate – sottolinea l’assessora alla Salute Elisa La Paglia –. Un lavoro corale fatto di velocità di azione e una giusta modalità di intervento, in grado di prevenire e contenere quanto e più possibile il propagarsi, tramite zanzare, delle epidemie autoctone, come quella di Chikungunya della scorsa estate. E’ importante che chi manifesta sintomi febbrili si rechi il prima possibile a fare un test. Questo consente di circoscrivere la disinfestazione in un’area di 300 metri. L’intervento tempestivo permette infatti di tutelare la salute individuale, pubblica e di minimizzare l’impatto socio-economico”.

Azioni messe in campo dal Comune di Verona

Da parte del Comune di Verona, come ogni anno, dal 20 aprile è iniziato il trattamento larvicida nelle 55mila caditoie e nei fossati. Inoltre è stata avviata da parte del Comune: anche una campagna informativa con un sistema porta a porta nelle case adiacenti ad aree sensibili, come quelle delle scuole; la distribuzione gratuita in alcuni mercati dei kit larvicidi per il trattamento delle aree verdi private e, in collaborazione con le farmacie veronesi, la vendita dei kit a prezzo calmierato.

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