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REGIONE EMILIA-ROMAGNA * :«LA RICERCA E L’INNOVAZIONE NELLA NUOVA PROGRAMMAZIONE EUROPEA DOPO IL PNRR»

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14.49 - mercoledì 13 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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INNOVAZIONE. A R2I – RESEARCH TO INNOVATE ITALY LA NUOVA PROGRAMMAZIONE EUROPEA E IL FUTURO DELLA RICERCA DOPO IL PNRR. LE REGIONI DELINEANO LE PRIORITÀ SULLA BASE DELLE ESIGENZE DEI TERRITORI E GLI OBIETTIVI, UNITE SU RICERCA E INNOVAZIONE PER ESSERE COINVOLTE NELLA NEGOZIAZIONE DEI FONDI EUROPEI MANTENENDO APERTO UN DIALOGO DIRETTO CON BRUXELLES

Al centro del dibattito della seconda giornata anche il tema delle competenze e la capacità di attrarre e trattenere i talenti: oltre 440 mila, secondo il Cnel, quelli che hanno lasciato l’Italia tra il 2011 e il 2024 generando una perdita stimata di circa 160 miliardi di euro

Bologna – La Commissione europea ha presentato, nel luglio 2025, la proposta per la programmazione dei fondi per il periodo 2028 -2034 con un budget di circa 409 miliardi di euro complessivamente per Horizon Europe e il nuovo Fondo europeo per la competitività.

L’integrazione tra questi due strumenti, l’ottimizzazione delle sinergie, la semplificazione e il rafforzamento della collaborazione pubblico-privata e il ruolo dei territori sono i temi dibattuti oggi all’ex GAM di Bologna, nella seconda giornata di R2I – Research to Innovate Italy , la kermesse nazionale promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, organizzata da Regione Emilia-Romagna insieme ad Art-ER, finanziata con Fondi europei, e con il patrocinio di Maeci, Mimit e Mur.

Le Regioni chiedono di essere coinvolte nella negoziazione della programmazione dei fondi europei e di mantenere aperto il dialogo diretto con Bruxelles. L’obiettivo è quello di rafforzare il posizionamento dell’Italia rispetto a ricerca e innovazione, individuando le priorità sulla base delle esigenze dei territori.

Sul futuro della ricerca nella fase post Pnrr si è parlato, inoltre, all’interno del panel dedicato ai Campioni nazionali ovvero centri nazionali di ricerca e innovazione creati per concentrare competenze scientifiche, tecnologiche e industriali in settori considerati strategici per il Paese come big data e quantum computing, agritech, mobilità sostenibile, biodiversità e terapie geniche. Un modello vincente su cui le Regioni chiedono continuità per risultati e l’impatto che hanno avuto sui territori.

I talenti

Il tema della ricerca è strettamente collegato a quello delle competenze, dello sviluppo e della capacità di attrarre e trattenere talenti. Sono oltre 440mila i giovani talenti che hanno lasciato l’Italia tra il 2011 e il 2024, secondo una ricerca del Cnel discussa oggi a R2I: una fuga di cervelli che ha generato una perdita stimata di circa 160 miliardi di euro. Per le Regioni i talenti sono un pilastro strategico per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione, a partire dalle persone e dalle reti e strutture costruite.

Durante R2I si è discusso di strategie comuni sia per trattenere sia per attrarre talenti ad elevata specializzazione, attraverso una collaborazione attiva tra sistema universitario, territori e imprese. L’obiettivo è quello di arrivare a proposte concrete in grado di rispondere alla perdita di competenze, a livello nazionale ed europeo, con l’attrazione, la formazione e il ‘trattenimento’ dei talenti, creando connessioni solide tra le filiere strategiche regionali e gli ecosistemi dell’innovazione.

Per le Regioni, ricerca e lavoro stanno insieme: investire in ricerca significa creare occupazione, soprattutto di qualità, e rafforzare il trasferimento tecnologico necessario alla crescita delle imprese e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

La chiusura della prima edizione di R2I avvia di fatto una piattaforma di lavoro strutturata e continuativa tra tutte le Regioni così come si legge nel documento approvato dalla Commissione sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. L’impegno del sistema regionale proseguirà con un dialogo costante con il Governo e le istituzioni Ue, avviando fin da subito i lavori preparatori per l’edizione di R2I 2027, sempre a Bologna, in vista della prossima presidenza italiana del Consiglio europeo prevista per il primo semestre 2028.

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