Di Luca Franceschi
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I centri di accoglienza in Albania costituiscono una componente fondamentale di un nuovo approccio, caratterizzato da serietà e responsabilità, nella gestione delle politiche sull’immigrazione. Secondo quanto sostiene il senatore Calandrini, l’opposizione di sinistra continua a interpretare questo tema attraverso la lente della propaganda e della convenienza elettorale, quando invece la realtà presenta aspetti molto diversi. Per molti anni sono state impiegate risorse considerevoli in un sistema che non garantiva adeguati livelli di sicurezza, non favoriva l’integrazione e non assicurava una tutela effettiva delle persone più vulnerabili.
Nel 2014 gli investimenti per ogni migrante accolto ammontavano già a decine di euro giornalieri, all’interno di un meccanismo che nel corso del tempo ha generato una filiera poco trasparente e frequentemente poco efficiente. La città di Latina, da cui proviene lo stesso Calandrini, rappresenta un caso emblematico: la gestione dell’accoglienza si è trasformata in un terreno di interessi e pratiche discutibili, come dimostrato dal coinvolgimento delle cooperative Karibu e dal consorzio Aid.
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di modificare radicalmente il paradigma di intervento. Questa nuova strategia si articola attorno a diversi pilastri: stipulazione di accordi con i paesi di origine e transito, realizzazione di investimenti non predatori in Africa attraverso l’implementazione del Piano Mattei, organizzazione di flussi migratori più ordinati e sottoposti a controlli efficaci per favorire una vera integrazione, oltre a procedure accelerate per coloro che non possiedono i requisiti per permanere sul territorio. Una direzione che inizialmente è stata oggetto di critiche generalizzate, ma che oggigiorno l’Unione Europea considera come un modello da seguire e da cui trarre insegnamento.
I centri ubicati in Albania devono essere compresi all’interno di questa cornice strategica complessiva: non rappresentano semplicemente uno slogan politico, bensì uno strumento innovativo finalizzato ad anticipare le procedure burocratiche, contrastare l’immigrazione irregolare e esercitare un controllo efficace dei flussi migratori. Mentre la sinistra rimane ancorata alle posizioni del passato, l’amministrazione attuale opera per l’implementazione di un sistema più equo, più sicuro e finalmente più in linea con i principi europei.
