(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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LEGGE ELETTORALE, SFORZINI (Centro Studi RINASCIMENTO NAZIONALE, think tank di FUTURO NAZIONALE con VANNACCI): “REINTRODURRE LE PREFERENZE PER RIDARE VOCE AL POPOLO, CONTRO RISTRETTI CIRCOLI DI POTERE OPACO”.
«La legge elettorale va cambiata ma non per cercare di vincere a tavolino e inserire gli amici degli amici, quindi per proseguire indisturbati a governare senza consenso popolare. I dati sull’astensionismo testimoniano che gli italiani sono stanchi delle carte truccate. Quando invece gli elettori possono davvero far contare il loro voto, come è accaduto in occasione del referendum sulla giustizia, allora si che a votare ci vanno in massa e con grande gusto».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale con Vannacci.
«Pensare oggi di modificare la legge elettorale soltanto perché l’attuale sistema non garantisce più ad alcune segreterie il controllo totale degli eletti è un esercizio profondamente ipocrita».
Secondo Sforzini, il vero nodo politico sarebbe l’emergere di nuove realtà e nuovi consensi popolari non controllabili dai tradizionali equilibri di partito.
«L’ascesa di Futuro Nazionale e il consenso straordinario e popolarissimo raccolto dal generale Roberto Vannacci stanno evidentemente creando preoccupazione in determinati ambienti politici. Ma la risposta non può essere una nuova architettura elettorale costruita per blindare il potere esistente».
Il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale rilancia quindi la proposta della reintroduzione delle preferenze.
«Se si vuole aprire un confronto serio sulla legge elettorale, non si può prescindere dal ritorno delle preferenze. Significa restituire ai cittadini il diritto di scegliere chi deve rappresentarli in Parlamento. Significa togliere alle segreterie dei partiti e a ristretti gruppi di potere opaco la possibilità di decidere aprioristicamente chi deve entrare nelle istituzioni e chi invece deve restarne fuori, calpestando – se non nella forma nella sostanza – la Costituzione e la democrazia».
«La rappresentanza democratica — conclude Sforzini — non può ridursi a una ratifica passiva di nomi scelti dall’alto. Ci auguriamo che le forze politiche presenti oggi alla Camera e al Senato abbiano l’onestà intellettuale di lavorare a una legge elettorale che restituisca sovranità reale al popolo italiano, anziché costruire ulteriori garanzie per la sopravvivenza delle proprie poltrone».
