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FI – FORZA ITALIA * CAMERA: «GIUSTIZIA, PITTALIS: “TUTELARE LE VITTIME SENZA COMPRIMERE LE GARANZIE COSTITUZIONALI DELL’IMPUTATO”»

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15.45 - lunedì 11 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Giustizia, Pittalis: “Tutelare le vittime senza comprimere le garanzie costituzionali dell’imputato”
“Siamo d’accordo con l’obiettivo di rafforzare il riconoscimento del ruolo delle vittime di reato all’interno del nostro sistema giuridico. Per lungo tempo la vittima è rimasta una figura marginale nel processo penale, spesso relegata a un ruolo secondario rispetto alle esigenze dell’accertamento della responsabilità e della tutela dell’imputato”.
Lo ha dichiarato in Aula a Montecitorio il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, intervenendo sulla proposta di modifica dell’articolo 24 della Costituzione in materia di tutela delle vittime di reato.
“Questo provvedimento – ha proseguito – si pone l’obiettivo di colmare questa distanza, introducendo un esplicito riferimento costituzionale alla tutela delle vittime di reato. Un obiettivo condivisibile, che accoglie un’esigenza reale della società e risponde a una domanda di giustizia che proviene da molti cittadini. Proprio perché interveniamo a livello costituzionale dobbiamo porci alcune domande fondamentali. La prima riguarda il rischio di alterare l’equilibrio tra le parti del processo. Il nostro sistema si fonda su un principio di garanzia: l’imputato è considerato non colpevole fino a condanna definitiva e deve poter esercitare pienamente il proprio diritto di difesa. Questo non è un privilegio, ma una conquista di civiltà giuridica. Rafforzare la posizione della vittima è giusto, ma non può tradursi in una compressione delle garanzie difensive”. Pittalis ha ricordato che “tra i pareri delle Commissioni quello espresso dalla Commissione Giustizia è favorevole, ma con una osservazione: dovrebbe valutarsi la congruità del riferimento alla vittima del reato anche al fine di evitare profili di contraddizione con il principio costituzionale di non colpevolezza sino alla condanna definitiva. Un’osservazione è stata espressamente richiesta in Commissione dal nostro gruppo e condivisa dal viceministro Sisto, che ha seguito i lavori del provvedimento”, “al fine di valutare con serenità anche l’ipotesi di un supplemento di riflessione in merito a questa riforma. Inserire un principio in Costituzione ha un valore simbolico e giuridico importante, ma non è sufficiente di per sé a garantire un miglioramento concreto delle condizioni delle vittime. Ciò che spesso manca è l’attuazione pratica: servizi di assistenza adeguati, tempi ragionevoli dei processi, accesso effettivo al risarcimento”. Un altro punto riguarda la formulazione della norma: “le espressioni utilizzate devono essere tali da evitare ambiguità interpretative e conflitti applicativi”, è necessario “assicurare che il nuovo riferimento alla vittima si integri armonicamente con l’impianto esistente. Dietro ogni vittima di reato vi è una storia spesso segnata da dolore, da ingiustizia, da senso di abbandono. Dobbiamo ascoltare questo disagio senza alimentare giustizialismo”, ha aggiunto. “La sfida che abbiamo di fronte è quella di tenere insieme due esigenze fondamentali: da un lato la piena tutela dei diritti della persona offesa, dall’altra la salvaguardia delle garanzie che definiscono il nostro Stato di diritto”, ha concluso.

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