Di Luca Franceschi
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Dieci anni fa, esattamente l’11 maggio 2016, veniva approvata dalla Camera la legge sulle unioni civili, un risultato arrivato subito dopo l’intervento in aula di Alessandro Zan. Questo provvedimento ha rappresentato un momento significativo nel percorso dei diritti civili italiani, estendendo alle coppie dello stesso sesso una serie di diritti e doveri che fino a quel momento rimanevano esclusiva del matrimonio tradizionale.
Nonostante il valore storico di questa conquista normativa, il responsabile diritti nella segreteria del Pd e eurodeputato sostiene che il lavoro compiuto risulta oggi insufficiente e che occorre proseguire il cammino iniziato. Le sfide che rimangono aperte sono molteplici e richiedono interventi legislativi concreti e tempestivi.
La priorità indicata è l’approvazione del matrimonio egualitario, accompagnata da una riforma complessiva del diritto di famiglia. Questo processo dovrebbe comportare il pieno riconoscimento delle famiglie che già esistono nelle società contemporanee, superando definitivamente le discriminazioni rimaste nelle norme attuali.
Tra gli obiettivi specifici figura la necessità di garantire il diritto all’adozione sia alle persone single che alle coppie dello stesso sesso, un aspetto fondamentale per il riconoscimento della pluralità delle forme familiari. Altrettanto cruciale è l’accesso alla procreazione medicalmente assistita per le categorie finora escluse.
Su questi temi esiste già una proposta di legge sottoscritta congiuntamente con Elly Schlein. Nel prossimo mandato legislativo, questo documento rappresenterà il punto di partenza per riprendere i lavori su un percorso di uguaglianza che non può più essere procrastinato e che risponde a esigenze reali della società italiana.
