Di Luca Franceschi
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Il Vicepresidente del Movimento 5 Stelle, senatore Mario Turco, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, ha espresso dure critiche nei confronti della narrazione governativa sui dati economici del Paese.
Secondo l’esponente pentastellato, fa impressione osservare come il Governo e le forze di centrodestra si aggrappino a qualsiasi dato statistico disponibile pur di costruire una narrazione artificiale di un’Italia che, nella quotidianità concreta, continua invece a impoverirsi progressivamente.
Utilizzare un lieve miglioramento di alcuni indicatori statistici per decretare un successo economico rappresenta l’ennesima operazione propagandistica, mentre famiglie, lavoratori e imprese affrontano quotidianamente problematiche come salari inadeguati, aumento del costo della vita, precarietà diffusa e progressiva perdita di potere d’acquisto.
Il Governo, secondo Turco, evita accuratamente di affrontare il tema della crescita del fenomeno del lavoro povero in Italia: un numero sempre maggiore di persone lavora ma non riesce comunque a garantirsi una vita dignitosa.
Si tratta del fallimento di un modello economico che sta progressivamente trasformando la precarietà in normalità e lo sfruttamento in regola consolidata.
Non sono sufficienti timidi segnali statistici relativi al calo della povertà se parallelamente aumentano i lavoratori poveri, i contratti fragili e instabili, i salari insufficienti e l’insicurezza economica permanente.
Questo non è il modello sociale auspicabile per il futuro del Paese.
Mentre il centrodestra si arrampica su numeri parziali per alimentare la propria propaganda, il Paese reale continua a subire le conseguenze dell’inflazione, delle disuguaglianze sociali crescenti, della crisi del settore industriale e del progressivo indebolimento del sistema di welfare.
Nel Mezzogiorno la situazione appare particolarmente critica, con territori caratterizzati da fragilità economica strutturale, fuga dei giovani verso altre regioni o all’estero, diffusione del lavoro precario e riduzione progressiva dei servizi pubblici essenziali.
Sarebbero necessarie politiche industriali serie e strutturate, salari dignitosi per tutti i lavoratori, una lotta efficace alla precarietà e un sostegno concreto e tangibile rivolto a famiglie e imprese.
Invece, conclude Turco, il Governo continua a vivere esclusivamente di slogan e comunicazione autoreferenziale, distante dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini.
