Di Luca Franceschi
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È stato discusso in aula il disegno di legge provinciale n. 68/26: Disciplina del Comitato provinciale per le comunicazioni, presentato dal cons. Arnold Schuler.
La proposta introduce una parziale riforma dell’organizzazione e del funzionamento del Comitato, creando una base legislativa autonoma in linea con le norme sui Co.Re.Com., rafforzando la struttura e valorizzando il ruolo della/ del vicepresidente, che assumerà espressamente le funzioni della/ del presidente in caso di assenza o impedimento.
Schuler ha ricordato la recente approvazione della legge sul/ sulla Garante civico/a e la decisione di separare i due ambiti per le differenze strutturali e di competenze, dato che il Comitato comunicazioni ha anche deleghe statali.
Le attività potranno essere ampliate, includendo in modo proattivo anche l’ambito dei social media.
È prevista una netta separazione tra organo collegiale politico e struttura amministrativa, con l’introduzione della figura della/ del responsabile della struttura di supporto, e un adeguamento della disciplina del Comitato a quella dei comitati delle altre Regioni, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza amministrativa e garantire la conformità giuridica.
Non essendoci interventi in discussione generale, il passaggio all’esame degli articoli è stato approvato con 25 voti favorevoli.
Senza discussione né emendamenti sono stati approvati: l’articolo 1 (oggetto, natura e finalità), l’articolo 2 (requisiti e composizione), l’articolo 3 (procedura di elezione di componenti e presidente), l’articolo 4 (cause di incompatibilità), l’articolo 5 (procedura per l’accertamento delle incompatibilità), l’articolo 6 (decadenza o cessazione dalla carica), l’articolo 7 (trattamento economico), l’articolo 8 (polizza assicurativa), l’articolo 9 (limiti dei mandati), l’articolo 10 (programmazione e svolgimento dell’attività), l’articolo 11 (funzioni del/ della presidente).
L’articolo 12, dedicato al personale, stabilisce tra l’altro che alla/ al responsabile della struttura di supporto spetta, per la durata della carica, un’indennità di funzione mensile determinata applicando un coefficiente allo stipendio mensile iniziale del livello retributivo inferiore dell’ottava qualifica funzionale.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha presentato un emendamento per adeguare il coefficiente da 1,1 a 1,3, richiamando un accordo con il presidente Schuler.
Alex Ploner (Team K) ha osservato che questa figura equivale a una dirigenza d’ufficio e che 1,1 sarebbe stato troppo basso, presentando un emendamento analogo, poi decaduto dopo l’approvazione dell’emendamento Scarafoni.
L’articolo è stato approvato con 29 sì (unanimità).
L’articolo 13 riguarda funzioni e competenze.
Un emendamento del Partito Democratico proponeva di includere tra le funzioni del Comitato la possibilità di elaborare linee guida e criteri di indirizzo per l’utilizzo dei social media a fini istituzionali da parte delle e dei componenti del Consiglio provinciale, richiamando i compiti di tutela del pluralismo, della qualità dell’informazione e della correttezza della comunicazione e la necessità di favorire comportamenti coerenti con principi di correttezza, imparzialità, trasparenza e pluralismo.
Renate Holzeisen (Vita) ha definito la proposta una forma di censura, ritenendo impensabile limitare con linee di orientamento la libertà di opinione delle e dei consiglieri, ricordando che per violazioni gravi interviene il diritto penale e che l’opinione pubblica valuta i comportamenti.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha invitato a riflettere su ciò che si può effettivamente dire sui social media, esprimendo però dubbi sull’efficacia di una semplice raccomandazione del Comitato e suggerendo piuttosto una direttiva condivisa a livello di Consiglio provinciale, utile a promuovere un atteggiamento corretto e a contrastare la disaffezione.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha distinto tra canali social istituzionali e account privati, escludendo per questi ultimi controlli da parte del Comitato.
Negli account pubblici dovrebbero essere evitate per esempio indicazioni elettorali.
Secondo Knoll il Comitato non avrebbe comunque i mezzi per monitorare post e commenti a cascata e, in caso di diffamazione, esistono già norme specifiche.
A suo avviso la proposta non gioverebbe alla democrazia.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha sostenuto che la sinistra tenti di censurare e vincolare le idee altrui, ponendo interrogativi su chi definisca i principi di pluralismo e imparzialità e rivendicando la libertà di espressione individuale.
Gli eventuali abusi, ha aggiunto, sono già sanzionabili.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha condiviso le critiche, aggiungendo considerazioni sul ruolo del Partito Democratico durante la pandemia.
Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha respinto la proposta ritenendo sbagliato assegnare al Comitato questo compito.
Ha ribadito che la libertà di opinione esiste e che le critiche sono legittime, pur richiamando alla correttezza e a evitare estrapolazioni fuori contesto.
Renate Holzeisen (Vita) ha quindi presentato un emendamento per inserire tra le competenze del Comitato il monitoraggio dei programmi e dei servizi giornalistici delle emittenti pubbliche radiotelevisive in provincia di Bolzano, nonché del notiziario ORF “Südtirol Heute”, per quanto riguarda il pluralismo politico‑istituzionale, con relazione annuale.
Ha inoltre proposto di monitorare il rispetto del pluralismo nei servizi giornalistici dei quotidiani che percepiscono contributi pubblici e che si occupano prevalentemente dell’informazione sulla provincia di Bolzano, sempre con relazione annuale.
Holzeisen ha sostenuto che, pur offrendo trasmissioni interessanti, nei notiziari di RAI Südtirol il pluralismo non sarebbe rispettato, come emerso anche durante la pandemia, e che 3 milioni di fondi pubblici finanziano il notiziario Südtirol Heute, dove a suo dire mancherebbe parimenti pluralismo.
Ha ricordato che anche i quotidiani ricevono contributi significativi, citando la Dolomiten e la Tageszeitung, e ha chiesto di intervenire per limitare un monopolio mediatico.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha annunciato il suo voto contrario, ricordando che i giornalisti rispondono a un codice deontologico vigilato dall’Ordine e che il giornalismo deve restare libero.
A suo parere nei periodi di par condicio pre‑elettorale l’informazione si impoverisce e i notiziari diventano meno interessanti, mentre un giornalismo onesto rispetta in autonomia la deontologia.
Sven Knoll (Süd‑Tiroler Freiheit) ha osservato che ogni politico può non gradire l’immagine che i media offrono di lui e ha affermato che spesso si confondono fatti e opinioni favorendo campagne mediatiche e la promozione di determinate idee politiche.
Ha quindi sostenuto l’emendamento Holzeisen, citando un’intervista a Südtirol Heute che a suo dire sarebbe stata montata in modo da distorcerne il senso, caso rispetto al quale il Comitato aveva dichiarato la propria incompetenza.
Ha aggiunto che alcuni media ricevono consistenti finanziamenti provinciali e che talvolta certe iniziative politiche vengono ignorate, rivendicando il diritto di critica anche verso modalità decisionali della Giunta.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha distinto tra quotidiani privati, per i quali la scelta dell’utenza è libera, ed emittenti pubbliche, finanziate anche tramite canone.
Ha ricordato che il Comitato effettua controlli durante la par condicio, ma non negli altri periodi dell’anno, e che a livello locale l’offerta è più limitata rispetto al piano nazionale.
Si è dichiarato favorevole alle emittenti pubbliche e alla libertà di lavoro delle redazioni, criticando però che nell’accordo tra Provincia e RAI vengano nominati solo rappresentanti della maggioranza.
Ha proposto di rafforzare l’emittenza pubblica lavorando sull’organigramma, valutando il sistema nel suo complesso e definendo obiettivi chiari, con un monitoraggio dei notiziari attivo tutto l’anno.
Ha rilevato che con la presenza sui social delle emittenti pubbliche alcuni temi risultano sempre più marginali rispetto alle attese di un giornalismo di qualità, e che in Alto Adige i notiziari realmente interessanti non sono sufficienti.
Ha auspicato un Comitato per le comunicazioni al passo con i tempi e un miglioramento dell’accordo tra Giunta e RAI, annunciando voto favorevole alla proposta.
Alex Ploner (Team K) ha richiamato la propria esperienza nel giornalismo e in politica e ha chiarito che l’emendamento chiede in sostanza ciò che il Comitato già fa, senza intromettersi nella libertà redazionale.
Ha ricordato che il codice deontologico dei giornalisti tutela il diritto della popolazione a un’informazione libera e pluralista e che il controllo del rispetto di tale principio rientra nei compiti del Comitato, che intende fornire dati e fatti a supporto.
Ha aggiunto considerazioni sulla necessità, per RAI, di maggiore autonomia di bilancio e ha segnalato criticità nella qualità di trasmissione di Südtirol Heute attraverso la RAS.
Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha precisato che la Provincia non finanzia RAI Südtirol, il cui bilancio di circa 20 milioni è a carico dello Stato, con anticipazione provinciale poi rimborsata.
Ha contestato alcune affermazioni di Holzeisen sulle ingerenze della Giunta nel servizio pubblico, evidenziando la natura soggettiva di tali valutazioni e ricordando la pluralità di critiche emerse durante la pandemia.
Ha sottolineato che concentrare l’attenzione sul solo servizio pubblico rischia di ignorare la preoccupante concentrazione mediatica nel settore privato, che coinvolge stampa, online e radio e incide anche sul mercato pubblicitario, pur non rientrando l’antitrust tra le competenze provinciali.
Ha ricordato che RAI è un’azienda con organismi di vigilanza statali e Commissione parlamentare competente, che le norme di attuazione definiscono le ore di trasmissione per lingua ma non i contenuti e che il canone RAI versato in provincia è di circa 17 milioni.
Ha quindi respinto l’emendamento, aprendo però alla possibilità di discutere un osservatorio.
Il presidente del Consiglio, Arnold Schuler, ha sottolineato l’importanza del tema e ha condiviso la possibilità di un approfondimento.
Riguardo all’emendamento di Repetto, lo ha giudicato rischioso, respingendo gli emendamenti e invitando a proseguire il confronto per individuare una regolamentazione equilibrata e condivisa.
Respinti gli emendamenti, Renate Holzeisen ha ribadito la critica a una rendicontazione a senso unico sulla pandemia e ha auspicato proposte concrete per l’istituzione di un osservatorio, affermando che il singolo giornalista sarebbe vincolato alla volontà della redazione e dell’editore e che anche nelle emittenti pubbliche la libertà non sarebbe garantita.
Ha aggiunto che i media privati che ricevono ingenti contributi devono garantire un’informazione oggettiva.
L’articolo è stato approvato con 26 sì e 5 astensioni.
Sono stati quindi approvati senza discussione né emendamenti gli articoli 14 (corsi di formazione e aggiornamento), 15 (relazione sull’attività), 16 (diritto di accesso e pareri), 17 (aspettativa), 18 (trattamento dei dati personali), 19 (abrogazioni), 20 (disposizioni finanziarie), 21 (entrata in vigore).
In assenza di dichiarazioni di voto, prima del voto finale il presidente Arnold Schuler ha ringraziato collaboratrici e collaboratori per l’elaborazione del disegno di legge e il plenum per la discussione.
Il disegno di legge “Disciplina del Comitato provinciale per le comunicazioni” è stato approvato con 31 sì, all’unanimità.
La sessione di lavori di maggio è conclusa.
Il Consiglio provinciale tornerà a riunirsi il 13 maggio alle ore 10.00 per l’elezione di presidente e vicepresidente per la seconda metà della legislatura.

