Di Luca Franceschi
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Nel 2025 l’Italia ha registrato un risultato significativo nella lotta alla povertà: la percentuale di persone a rischio di povertà o esclusione sociale ha toccato i minimi storici secondo le rilevazioni Istat ed Eurostat. Un traguardo particolarmente rilevante considerando che nel decennio compreso tra il 2015 e il 2025, il numero di individui a rischio povertà è diminuito di ben 4 milioni di unità.
Il dato acquista ulteriore valore se confrontato con le tendenze negative registrate in altri paesi europei di primaria importanza. In Germania e Francia, diversamente dall’Italia, il numero di persone a rischio di povertà è aumentato nello stesso periodo, evidenziando una divergenza significativa nelle traiettorie sociali dei principali paesi dell’Unione.
Secondo quanto riferito dal capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione bilancio in Senato Guido Liris, questi risultati positivi riflettono l’efficacia dell’approccio governativo che privilegia il lavoro e la crescita economica rispetto a politiche prevalentemente assistenziali. Un orientamento che ha dimostrato di produrre effetti concreti anche in un contesto internazionale caratterizzato da difficili congiunture economiche.
A rafforzare ulteriormente l’azione del governo si aggiungono iniziative più recenti, come il Piano Casa, che porterà alla disponibilità di oltre 100 mila alloggi popolari o a prezzi calmierati nel corso dei prossimi dieci anni, e la misura del salario giusto. Questi provvedimenti costituiranno strumenti ancora più mirati ed efficaci per intensificare la battaglia contro la povertà, configurandosi come tema prioritario per l’amministrazione in carica.
