Di Luca Franceschi
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Durante un convegno organizzato con la Federazione degli Ordini Sanitari, la senatrice Paola Mancini ha riportato un commento che le è parso particolarmente preoccupante. Si tratta di una dichiarazione rilasciata dal giornalista Massimo Giannini, il quale ha sostenuto che “se una persona passa gli ultimi venti anni della sua vita immobile a non fare nulla è inutile che abbia vissuto tanti anni”. Affermazione che la senatrice definisce stupefacente e delirante, soprattutto perché pronunciata da un noto esponente della sinistra durante una trasmissione televisiva su La7, dove era stato utilizzato come pretesto per attaccare la longevità del governo Meloni.
Mancini si è preoccupata che le parole di Giannini potessero offendere i professionisti sanitari presenti all’evento, i quali dedicano il loro lavoro quotidiano a offrire speranza a tutti i pazienti, indipendentemente dall’età e dalle condizioni fisiche. La senatrice sottolinea come questi professionisti operano costantemente nei luoghi di cura con dedizione e impegno, proprio quello che il commento in questione sembra mettere in discussione.
La riflessione della senatrice va oltre il singolo episodio. Mancini si interroga su quale sia la vera considerazione che gli esponenti della sinistra nutrono nei confronti degli anziani, se arrivano a mortificare così apertamente la loro voglia di vivere e il desiderio di continuare a esistere. Secondo la senatrice, questo pensiero rivela un atteggiamento discriminante verso le persone fragili, un concetto che Mancini ritiene sia particolarmente pericoloso dal punto di vista storico.
La senatrice traccia un parallelo storico significativo, ricordando come le peggiori stragi dell’umanità abbiano spesso avuto origine da una “politica dello scarto”, ovvero da quella logica che separa le persone in base a categorie di utilità e produttività. Questa considerazione le permette di evidenziare come il pensiero espresso da Giannini si inscriva in una tradizione pericolosa di pensiero politico.
Infine, Mancini si domanda se Giannini si renda conto della portata discriminante del suo pensiero e se abbia consapevolezza di quanto sia pericoloso esprimere pubblicamente l’idea che la vita di alcune persone, in particolare gli anziani, possa essere considerata inutile. La senatrice conclude rivolgendo una critica tagliente a quello che definisce il pensiero “acriticamente legato alla causa della sinistra”, sottolineando come sia grave che un esponente mediatico arrivi a definire inutile l’esistenza stessa degli anziani.
