Di Luca Franceschi
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Questa mattina nel quartiere Badia a Brescia sono state scoperte scritte sui muri particolarmente offensive nei confronti di Sergio Ramelli. Si tratta di un gesto che testimonia un accanimento persistente verso un ragazzo ucciso cinquant’uno anni fa, all’età di soli diciannove anni, per aver semplicemente espresso le proprie convinzioni politiche contrarie alle Brigate Rosse in un elaborato scolastico.
Secondo il deputato Riccardo De Corato di Fratelli d’Italia, esiste un confine inviolabile che distingue le persone civili da coloro che agiscono con vigliaccheria. Tale confine risiede nel rispetto per ciò che è sacro, nella cultura dell’onore e nella considerazione dignitosa verso tutti i defunti, indipendentemente dalle loro affiliazioni politiche. La compassione per chi non è più tra i vivi rappresenta il fondamento essenziale di qualsiasi società che meriti di essere definita civilizzata.
Il partito di Fratelli d’Italia dichiara di non strumentalizzare mai il ricordo dei morti per fini di propaganda disumana che incitino all’odio e alla violenza. Tale pratica, sostiene De Corato, è invece diffusa tra coloro che ancora oggi glorificano gli strumenti di violenza, in particolare le chiavi inglesi, che hanno brutalmente tolto la vita a un adolescente.
De Corato stigmatizza fermamente quanti continua a nutrire nostalgia per gli anni di piombo. Fratelli d’Italia e la Premier Giorgia Meloni condannano senza riserve questi soggetti che si rivelano crudeli e nostalgici di un passato tragico, prendendo da essi costantemente le distanze senza alcun timore.
