Di Luca Franceschi
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Il governo non ha più alcun pudore nel prendere in giro gli italiani. Lo ha fatto con l’autonomia differenziata, con il carrello tricolore, con il premierato, con i salari ancora fermi, con Transizione 5.0, con le liste d’attesa della sanità sempre più lunghe, con la messa in sicurezza del territorio inesistente.
Non parliamo poi delle infrastrutture: sul ponte sullo Stretto si è consumato forse lo sberleffo più desolante nei confronti dei cittadini. Una burla da 15 miliardi.
Adesso il governo ne sta imbastendo un’altra di farsa, ed è quella sul nucleare: dopo quattro anni di annunci sentiamo Urso parlarne a vanvera, Pichetto snocciolare numeri inverosimili, Salvini asserire persino che è “obbligatorio”.
Poi però al primo test vero, come accaduto oggi alla Camera, la maggioranza va sotto su una banale votazione su un commissario della “Consulta” per il nucleare.
A destra devono capire che quello è un percorso accidentato che richiederà 3-4 lustri, che renderà il nostro paese dipendente dall’uranio come lo è ora dal gas, e che richiederà investimenti nell’ordine di diverse decine di miliardi.
Tanto che ci chiediamo se Salvini ne sia al corrente, visto il maniacale rigore contabile in cui lui e Giorgetti hanno scaraventato il Paese con lo sventurato Patto di Stabilità.
Fratin quando parla di rinnovabili è sempre vitreo in volto, quando nomina il nucleare è raggiante: si può essere così autolesionisti? Questa del nucleare è una presa in giro seconda solo al ponte sullo Stretto.
I cittadini, per fortuna, ne sono ben consci. Lo ha dichiarato in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle Luigi Nave.
