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OECD * ORGANIZZAZIONE COOPERAZIONE E SVILUPPO ECONOMICO: «LA CRESCITA DELLA NUOVA ZELANDA RICHIEDE RIFORME ENERGETICHE E SVILUPPO DEI MERCATI DEI CAPITALI, LA STABILITÀ MACROECONOMICA DIPENDE DAL CONSOLIDAMENTO FISCALE»

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06.01 - giovedì 7 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Mantenere lo slancio delle riforme per rafforzare la sicurezza energetica e approfondire i mercati dei capitali sarà fondamentale per aumentare la crescita della Nuova Zelanda.

L’economia della Nuova Zelanda sta guadagnando slancio, supportata da tassi di interesse più bassi e da esportazioni resilienti, ma la domanda interna di beni e servizi rimane debole. Per aumentare la crescita sarà necessario attuare riforme decisive per migliorare la sicurezza e l’accessibilità energetica e per approfondire i mercati dei capitali, secondo un nuovo rapporto dell’OCSE.

L’ultimo Economic Survey della Nuova Zelanda dell’OCSE prevede che la crescita del PIL si rafforzerà all’1,4% nel 2026 e al 2,3% nel 2027. L’inflazione era entro l’intervallo target dell’1-3% nel 2025, al 2,8%, e si prevede che salirà al 3,4% nel 2026, prima di diminuire al 2,4% nel 2027.

Per mantenere la stabilità macroeconomica, il consolidamento fiscale dovrebbe continuare, mentre le considerazioni della politica monetaria dovrebbero andare oltre gli shock iniziali dei prezzi del carburante e mantenere ancorate le aspettative di inflazione. Un’incertezza significativa associata a questo scenario è la durata del conflitto in Medio Oriente. Una crisi prolungata aumenterebbe la probabilità di pressioni inflazionistiche sostenute, carenze di carburante e una crescita più debole.

L’invecchiamento della popolazione è la principale pressione fiscale della Nuova Zelanda, con i costi della sanità e delle pensioni che dovrebbero aumentare di circa il 5% del PIL entro il 2060. Il proseguimento del consolidamento fiscale per affrontare il deficit strutturale sarà essenziale nel breve e medio termine. L’accelerazione dell’adozione delle tecnologie digitali, inclusa l’intelligenza artificiale in tutto il sistema sanitario, migliorerebbe l’efficienza della spesa mantenendo al contempo la qualità e l’accesso all’assistenza sanitaria.

È urgentemente necessario un pacchetto di riforma pensionistica. La riforma dei parametri delle pensioni pubbliche collegando l’età di idoneità all’aspettativa di vita porrebbe la spesa su un percorso più sostenibile. Il continuo aumento dei contributi predefiniti al KiwiSaver – il sistema di risparmio volontario e gestito privatamente della Nuova Zelanda – e la riforma delle pensioni private spostando gradualmente la tassazione dai contributi e dai rendimenti ai prelievi possono aumentare significativamente l’accumulazione di pensioni private e aumentare l’adeguatezza del reddito pensionistico dai livelli attualmente bassi.

Il sistema elettrico della Nuova Zelanda ha emissioni relativamente basse, ma le sfide includono carenze di approvvigionamento e aumento dei prezzi. Introducendo un trasparente Firming and Flexibility Market che assicuri un portafoglio di approvvigionamento indipendente e affidabile senza gas, la Nuova Zelanda può rompere il collegamento tra il prezzo del gas e dell’elettricità che sta facendo salire i prezzi. Questo approccio sfrutterebbe le risorse naturali del paese, incoraggerebbe la concorrenza, ridurrebbe le emissioni e rafforzerebbe la sicurezza energetica.

Lo sviluppo di un mercato dei capitali locale più profondo e diversificato, incluso un pool più ampio di risparmio pensionistico privato, è fondamentale per aumentare la produttività. Il Survey fornisce un quadro per colmare importanti lacune nel mercato dei capitali rilanciando un mercato azionario pubblico di crescita, supportato da un nuovo conto di risparmio azionario semplificato. L’istituzione di un Business Growth Fund e di una piattaforma nazionale di cartolarizzazione di prestiti per le piccole e medie imprese darebbe anche alle aziende promettenti ad alta crescita un’importante alternativa al finanziamento bancario ad alto costo.

Sustaining momentum on reforms to strengthen energy security and deepen capital markets will be key to boost New Zealand’s growth.

New Zealand’s economy is gaining traction, supported by lower interest rates and resilient exports, but domestic demand for goods and services stays subdued. Boosting growth will require decisive reforms to improve energy security and affordability, and to deepen capital markets, according to a new OECD report.

The latest OECD Economic Survey of New Zealand projects that GDP growth will strengthen to 1.4% in 2026 and 2.3% in 2027. Inflation was within the 1-3% target range in 2025, at 2.8%, and is projected to rise to 3.4% in 2026, before easing to 2.4% in 2027.

To maintain macroeconomic stability, fiscal consolidation should continue, while monetary policy considerations should look beyond initial fuel price shocks and keep inflation expectations anchored. A significant uncertainty associated with this outlook is the length of the conflict in the Middle East. A prolonged crisis would increase the probability of sustained inflation pressures, fuel shortages and weaker growth.

Population ageing is the major fiscal pressure in New Zealand, with the cost of health and pensions expected to increase by around 5% of GDP by 2060. Continuing fiscal consolidation to address the structural deficit will be essential in the short to medium term. Accelerating the adoption of digital technologies, including AI across the health system, would improve spending efficiency while enhancing quality and access to health care.

A pension reform package is urgently needed. Reforming public pension settings by linking the eligibility age to life expectancy would put spending on a more sustainable path. Continuing to raise default contributions to KiwiSaver – New Zealand’s voluntary and privately managed savings scheme – and reforming private pensions by gradually shifting taxation from contributions and returns to withdrawals can significantly increase private pension accumulation and raise retirement income adequacy from currently low levels.

New Zealand’s electricity system has relatively low emissions, but challenges include supply shortages and increased prices. By introducing a transparent Firming and Flexibility Market that ensures a portfolio of independent and reliable non‑gas supply, New Zealand can break the gas–electricity price link that is driving up prices. This approach would take advantage of the country’s natural resources, encourage competition, cut emissions, and strengthen energy security.

Developing a deeper and more diversified local capital market, including a larger pool of private pension savings, is key to raise productivity. The Survey provides a framework to fill important gaps in the capital market by relaunching a public growth equity market, supported by a new simplified equity savings account. Establishing a Business Growth Fund and a national loan securitisation platform for small and medium-sized enterprises would also give promising high-growth firms an important alternative to high-cost bank finance.

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