Di Luca Franceschi
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La sessione di maggio del Consiglio provinciale di Bolzano si è aperta, come di consueto, con la trattazione delle interrogazioni su temi di attualità.
Sull’idrogeno, Paul Köllensperger del Team K ha affermato che nel 2026, mentre il resto del mondo vira sulla mobilità elettrica, in Alto Adige si continuano a spendere milioni sull’idrogeno, tecnologia che a suo avviso potrà al massimo restare di nicchia nei trasporti perché troppo costosa, con un rendimento pari a circa un terzo rispetto alle batterie e dunque uno spreco di energia.
Ha sostenuto che l’idrogeno non avrà un ruolo reale nella riduzione della CO2 e ha contestato l’intenzione dell’assessorato competente di investirvi 2 miliardi di euro.
Ha ricordato che la Provincia e A22 vogliono realizzare altre stazioni di rifornimento a idrogeno nonostante i 12,6 milioni spesi per l’impianto di Brunico rappresentino, a suo dire, un pessimo investimento, e che OMV, la compagnia petrolifera austriaca, ha nel frattempo chiuso tutte le proprie stazioni di rifornimento a idrogeno.
Ha inoltre richiamato i 20 milioni destinati a un nuovo impianto di produzione a Bolzano e ha chiesto, tra l’altro, quanti dipendenti lavorano alla stazione di Brunico e con quale formazione specifica, quanta quantità di idrogeno è disponibile in loco, se il gas viene trasportato da Bolzano e a quali costi, quante auto private vi hanno fatto rifornimento finora, quanti sono gli autobus SASA a idrogeno e se IIT riceve ancora il finanziamento di base.
L’assessore Daniel Alfreider ha contestato alcuni numeri citati e ha richiamato un progetto europeo in materia, ricordando che già nel 2009 la Provincia aveva presentato a Bruxelles un progetto per il corridoio verde del Brennero, ponendosi all’avanguardia e aperta alle nuove tecnologie.
Ha aggiunto che gli autobus a idrogeno sono molti più di quanto riferito da Köllensperger e che la stessa Unione europea promuove diversi progetti legati all’idrogeno, anche nel quadro della strategia di decarbonizzazione varata nel 2024.
Ha precisato che la stazione di rifornimento di Brunico è gestita da IIT, che il personale è qualificato e formato sugli impianti a idrogeno, che verrà consegnata una tabella con le capacità di deposito e che le auto private non sono il target principale.
Köllensperger ha ribadito che l’idrogeno è una soluzione di nicchia e ha contestato l’utilizzo di fondi PNRR per una tecnologia che a suo giudizio viene abbandonata a livello mondiale.
Sul trasporto ferroviario, Madeleine Rohrer del Gruppo verde ha denunciato un aumento significativo dei ritardi nelle ultime settimane, con forti disagi sulla linea Bolzano–Merano e segnalazioni di ritardi regolari nelle ore mattutine sulla linea del Brennero durante aprile.
Ha chiesto le cause di tale incremento nel mese di aprile, l’eventuale presenza di problemi strutturali o tecnici sulla linea del Brennero, quali misure siano previste per evitare in futuro le soste non programmate presso il Pfannenstielhof prima di Bolzano e quante corse nel 2025 sulla tratta Merano–Bolzano abbiano registrato ritardi superiori a 5 minuti e tra 1 e 5 minuti.
L’assessore Daniel Alfreider ha spiegato di aver richiesto dati puntuali a Trenitalia e ha attribuito parte delle criticità alla chiusura per lavori della linea dell’Alta Pusteria, ringraziando Comuni e pendolari per la collaborazione.
Tale chiusura ha comportato modifiche operative e manovre più complesse a Fortezza.
Con il completamento dei lavori, avvenuto il 28 aprile, e la ripresa del traffico la situazione dovrebbe migliorare.
Rispondendo a una ulteriore domanda, l’assessore ha chiarito che i dati peggiori riguardano la linea Bolzano–Merano, per la quale la Provincia ritiene necessaria una maggiore efficienza.
Ha ricordato gli sforzi per il tunnel del Virgolo, progetto che avrebbe un effetto di alleggerimento, pur riconoscendo ritardi e difficoltà, e ha assicurato che si eserciterà ulteriore pressione.
Sul tema dei rifugi per animali, Jürgen Wirth Anderlan ha ricordato che il rifugio Sill di Bolzano fa capo all’Azienda sanitaria ed è finanziato al 100% dalla Provincia, segnalando articoli di stampa che documentano un sovraccarico della struttura, in particolare per i cosiddetti cani pericolosi.
Ha elencato altri canili e centri destinatari di finanziamenti provinciali, come il rifugio di Vandoies di Sopra, il Centro di cura per gli uccelli di Castel Tirolo e il Centro SOS Pappagalli a San Giorgio, e ha rammentato che il rifugio Naturno–Ultimo, che copriva la parte occidentale della provincia, ha chiuso nel marzo 2025.
Ha riferito di notizie riguardo a un nuovo canile in prossimità dell’impianto di digestione anaerobica alle Tisner Auen, nel Comune di Tesimo, e ha chiesto informazioni sul sovraccarico, sulle capacità e sui fabbisogni dei vari canili e strutture dell’Alto Adige, nonché sull’eventuale progetto per le Tisner Auen.
L’assessore Luis Walcher ha chiarito che i rifugi per animali sono disciplinati da un decreto del Presidente della Provincia e che fino a poco tempo fa le strutture erano tre: Sill, Vandoies e Naturno–Ultimo.
Ha citato i numeri degli animali ospitati nelle singole strutture e ha osservato che una buona struttura, idealmente, sarebbe una struttura senza animali, perché significherebbe che gli animali stanno bene altrove.
Quanto al nuovo canile di Tesimo, ha ricordato tentativi già in epoca Schuler, aggiungendo che ora si ritiene di aver individuato una collocazione ideale alle Tisner Auen, che sarà comunque approfondita.
Sulle Olimpiadi Milano–Cortina, Sandro Repetto del Partito Democratico ha richiamato le notizie su un disavanzo della Fondazione 2026 di circa 305 milioni di euro, da ripianare anche dai soci pubblici, riaprendo la discussione sulla sostenibilità economica complessiva dell’evento e sulle ricadute territoriali, con allarme in Regione Veneto.
Ha ricordato che da una precedente risposta emergeva l’assenza di un piano economico-finanziario definito e di una chiara ripartizione dei costi e ha chiesto quale sarà la quota del deficit a carico della Provincia di Bolzano, con quali risorse la si coprirà e se esista un’analisi aggiornata costi-benefici per il territorio altoatesino.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che non c’è ancora un calcolo definitivo del disavanzo e che vi sarà una quota da coprire a carico dei partecipanti, ossia CONI, Stato italiano ed enti territoriali.
Ha ricordato i 20 milioni versati dal Comitato olimpico come garanzia per lo svolgimento dei Giochi, che saranno restituiti alla Provincia, e altri importi di garanzia per il comitato organizzatore di Anterselva, dove non si registrano deficit ma avanzi.
Se gli enti territoriali dovessero intervenire, l’accordo prevede una quota del 5%, che sarebbe coperta con i fondi da restituire alla Provincia.
Per la pista da bob non saranno necessari ulteriori stanziamenti provinciali, poiché si farà ricorso ai fondi per i Comuni confinanti previsti dall’Accordo di Milano.
Repetto ha auspicato per il futuro un’analisi puntuale delle ricadute dell’evento e una comparazione tra territori.
Sulla distribuzione dei profughi, Bernhard Zimmerhofer della Süd-Tiroler Freiheit ha ricordato che entro giugno 2026 94 dei 116 Comuni altoatesini saranno tenuti ad accogliere ciascuno una famiglia di profughi proveniente da Bolzano, misura pensata per alleggerire il capoluogo e favorire l’integrazione ma criticata da molti sindaci per la carenza di alloggi.
Ha richiamato l’esempio di piccoli centri rurali in Italia minacciati dallo spopolamento e l’iniziativa nei comuni montani dell’area Pasubio–Piccole Dolomiti, in provincia di Vicenza, dove case abbandonate vengono cedute a un euro con obbligo di ristrutturazione e residenza a carico dell’acquirente.
Ha sostenuto che progetti simili potrebbero essere sostenuti tramite il Fondo Comuni Confinanti, che stanzia 40 milioni di euro l’anno ciascuno per Alto Adige e Trentino, e ha chiesto perché la Giunta non utilizzi tale opportunità per ospitare queste famiglie.
L’assessora Rosmarie Pamer ha parlato di impostazioni populiste e ha osservato che il modello vicentino è in realtà un modello per investitori e che un uso diretto, da parte della Provincia, di uno strumento comunale non sarebbe compatibile con le competenze attuali.
Zimmerhofer ha replicato ricordando che dal 2000 la presenza di stranieri si è moltiplicata con un alto tasso di natalità, citando l’affermazione del cancelliere Schmidt secondo cui il “multikulti” sarebbe un’illusione degli intellettuali e ribadendo la necessità di respingere gli stranieri che commettono reati.
Sul tema dei nonni vigili, Thomas Widmann di Für Südtirol mit Widmann ha sottolineato il contributo decisivo dei nonni vigili alla sicurezza dei bambini nel tragitto casa–scuola, rilevando però che molti alunni attendono solo il segnale dei nonni per attraversare, sviluppando così in misura limitata le proprie competenze di sicurezza stradale.
Ha richiamato esempi internazionali che dimostrano l’efficacia di altri interventi pedagogici in grado di coniugare sicurezza e promozione dell’autonomia e ha chiesto quanti nonni vigili siano oggi in servizio, quante ore prestino mediamente per anno scolastico, settimana e giorno, a quanto ammontino i costi complessivi annuali e se siano stati analizzati modelli di altri Paesi.
L’assessore Daniel Alfreider ha spiegato che i nonni vigili sono gestiti da diversi soggetti, dai Comuni alle scuole, e che l’amministrazione provinciale non dispone di dati completi.
Stime interne indicano un numero compreso tra 600 e 900 persone attive e mancano dati sulle ore anche perché parte del servizio è volontario.
La Provincia contatterà il Consorzio dei Comuni per promuovere una rilevazione.
Quanto a modelli esteri, è possibile che alcuni Comuni si siano ispirati ad esempi internazionali, ma non vi sono informazioni precise.
Il sistema dei nonni vigili, momento cruciale del tragitto scuola–casa, sarà migliorato, previo confronto e analisi con le scuole.
In tema di vaccinazione anti-HPV, Renate Holzeisen di VITA ha premesso che in Alto Adige la vaccinazione viene promossa dal Servizio sanitario nelle scuole superiori e ha chiesto quali vaccini vengano utilizzati, se siano stati testati per efficacia e sicurezza contro un vero gruppo placebo, se sia considerato normale l’elevato numero di svenimenti tra gli adolescenti vaccinati, chi somministri i vaccini e se per ciascuna somministrazione sia presente la prescrizione medica prevista dall’articolo 71 della Direttiva 2001/83/CE, recepita dall’articolo 88 del D.Lgs. 219/2006, nonché secondo la decisione di autorizzazione all’immissione in commercio della Commissione europea.
L’assessore Hubert Messner ha indicato i vaccini impiegati e ha riferito che la sicurezza è stata valutata nell’ambito di un ampio programma, con studio randomizzato Garda 79 e valutazione da parte di un centro europeo, con risultati conformi agli standard scientifici e alle direttive sugli studi per i vaccini.
Gli svenimenti dopo l’inoculazione sono stati definiti un fenomeno riconosciuto, riconducibile a sincope vasovagale.
La somministrazione avviene da parte dei medici di medicina generale, sulla base di prescrizione medica e dopo anamnesi e visita.
Si segue il Piano vaccinale 2023 e nei centri vaccinali è sempre presente un medico.
I prodotti sono sottoposti a farmacovigilanza attiva e passiva e verrà consegnata una tabella relativa al numero di giovani vaccinati.
Holzeisen ha replicato rilevando che non vi sarebbe stato uno studio con vero placebo, ha contestato l’idea che lo svenimento sia da considerare normale, ha richiamato avvertenze specifiche nel foglietto illustrativo di Gardasil e ha affermato che l’anamnesi non viene svolta da medici, ribadendo l’assenza di una farmacovigilanza attiva.
Sull’agriturismo, Andreas Leiter Reber della Freie Fraktion ha sottolineato come il settore sia divenuto per molti agricoltori un pilastro economico capace di garantire reddito integrativo e la sopravvivenza di numerosi masi, pur essendo oggetto di crescenti critiche secondo cui in diversi casi si sarebbe smarrita la connotazione rurale e l’attività agricola verrebbe mantenuta solo formalmente per accedere a benefici fiscali e normativi.
Ha chiesto quante aziende offrivano agriturismo negli anni 2005, 2015 e 2025, quante superassero i 10 posti letto, con quali modalità i Comuni accertino il possesso minimo di 1,5 UBA, come si monitori e contrasti l’uso improprio della disciplina tra le attività già operative e se la Giunta disponga di dati o statistiche sui controlli.
L’assessore Luis Walcher ha ricordato che dal 2005 la competenza è passata ai Comuni e ha comunicato che le aziende classificate erano 2.846 nel 2015 e 3.181 nel 2025.
Dal 2008 ai Comuni spetta anche il controllo dei requisiti minimi, mentre la Ripartizione Agricoltura effettua controlli a campione sul 6% delle attività.
La Giunta ritiene adeguato l’impianto attuale.
Leiter Reber ha osservato che il suo interesse riguarda soprattutto la reale conduzione agricola, non solo la qualità del servizio, e ha sostenuto che in alcuni casi gli agriturismi sarebbero solo di facciata, senza attività agricole effettive.
Ha affermato che i Comuni svolgerebbero controlli solo all’avvio e che non sarebbero obbligati a verificare le UBA.
Sull’inclusione scolastica, Alex Ploner del Team K ha ritenuto che la risposta a una sua interrogazione di aprile confermi, dal prossimo autunno, carenze e coperture insufficienti nell’inclusione scolastica in Alto Adige.
Ha chiesto come la Giunta intenda affrontare la mancanza di insegnanti di sostegno, MIFI e risorse, come giustifichi il mancato rispetto della regola 1:100 prevista dalla L.P. 12/2000 e il mantenimento di una legge in contrasto con il decreto ministeriale Profumo del 27 dicembre 2012, perché l’Ufficio scolastico non disponga di dati completi sul personale a tempo determinato o chiamato direttamente per l’anno in corso, perché non sia ancora avvenuta la fusione delle diagnosi 104.1 e 104.3 e se sia in corso uno spostamento di risorse dalle scuole periferiche a quelle cittadine.
L’assessore Philipp Achammer ha affermato che non vi sono tagli di personale e che l’Intendenza scolastica collabora con la Facoltà di Scienze dell’educazione, citando la formazione dei collaboratori all’integrazione da parte della scuola Hannah Arendt.
Ha precisato che i posti attuali sono 452 per insegnanti e 30 per collaboratori, con un ulteriore incremento in programma, e che gli alunni con diagnosi sono poco più di 800, per un rapporto di circa 1:2, molto diverso da quello statale.
Le assunzioni avvengono direttamente da parte delle scuole, talvolta per periodi brevi, e i posti a tempo pieno non sono di facile soluzione, sebbene la richiesta sia legittima, mentre i genitori chiedono che ciò non vada a scapito degli alunni.
Si tratta di un lavoro molto impegnativo fisicamente e psicologicamente.
Le diagnosi sono di competenza della Ripartizione Sanità e le risorse vengono distribuite in modo equo.
Alex Ploner ha replicato che il rapporto di un collaboratore ogni 100 alunni non viene rispettato, che le norme nazionali prevedono 33 ore per ciascun alunno con diagnosi ai sensi della legge 104 e che la normativa provinciale non sarebbe conforme, con la possibilità di ricorsi da parte dei genitori, riconoscendo che il personale cresce ma cresce anche il fabbisogno.

