Di Luca Franceschi
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Il Tribunale di Aosta ha dichiarato decaduto il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ritenendolo ineleggibile in base a una legge regionale che stabilisce precisi limiti di mandato. Non si tratta di un’opinione politica né di uno scontro tra fazioni, ma di una decisione giudiziaria che mette in luce un problema politico di enorme portata.
A questo punto la questione non è più di natura tecnica, ma assume una rilevanza pienamente democratica. Quanto può ancora reggere una Regione che si trova in condizioni simili? Da mesi si assiste a una maggioranza che appare incapace di governare in modo efficace, profondamente divisa su ogni tema e pronta persino a rimettere in discussione le stesse regole che aveva contribuito a scrivere, pur di mantenere in piedi gli equilibri di potere.
Ora alla crisi politica si aggiunge anche una sentenza che colpisce direttamente il vertice istituzionale. Non si può più parlare semplicemente di una fase di difficoltà: è una vera e propria paralisi.
La democrazia non può essere lasciata in sospeso solo per tentare di salvare equilibri politici ormai completamente logorati. La politica valdostana ha raggiunto un punto di rottura.
Così si è espressa la senatrice Elisa Pirro, recentemente nominata coordinatrice del Movimento 5 Stelle in Valle d’Aosta.
