Di Luca Franceschi
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La vicepresidente del Senato Mariolina Castellone del Movimento 5 Stelle ha espresso dure critiche nei confronti del decreto governativo presentato in occasione della Festa dei Lavoratori. In un’intervista rilasciata al quotidiano online La Sintesi, l’esponente pentastellata ha definito il provvedimento come l’ennesimo annuncio privo di contenuti concreti che non porterà alcun beneficio economico reale ai lavoratori italiani.
Secondo Castellone, il testo normativo è stato inoltre modificato a seguito di pressioni esterne, tanto che è stata eliminata anche la retroattività degli aumenti salariali collegati ai rinnovi contrattuali. Una scelta che penalizza ulteriormente milioni di cittadini che già faticano ad arrivare alla metà del mese.
La senatrice ha ribadito la posizione del Movimento 5 Stelle sul tema del salario minimo, sottolineando come questa misura rappresenti uno strumento efficace per contrastare gli effetti del carovita, con particolare attenzione ai lavoratori con retribuzioni più basse. A sostegno di questa tesi, Castellone ha citato le recenti dichiarazioni del nuovo capo-economista dell’Ocse Stefano Scarpetta, che ha evidenziato proprio i benefici di tale istituto nei Paesi dove è già in vigore.
L’esponente del M5S ha bocciato senza appello il decreto governativo, definendolo l’ennesimo slogan da parte di un esecutivo che rifiuta di affrontare concretamente il problema delle retribuzioni inadeguate.
Castellone ha poi risposto alle critiche di chi sostiene che l’introduzione del salario minimo legale comporterebbe una riduzione degli stipendi. Secondo la vicepresidente del Senato, solo chi è completamente digiuno della materia può affermare una cosa del genere. La parlamentare ha ricordato che il salario minimo è già presente in ventidue Paesi europei su ventisette e in nessuno di questi la fissazione per legge di una soglia minima inderogabile ha provocato gli effetti negativi paventati dal governo Meloni e dai suoi sostenitori.
Al contrario, ha precisato Castellone, l’esperienza europea dimostra che ci sono stati solo miglioramenti nelle condizioni dei lavoratori dove il salario minimo è stato introdotto.
La senatrice ha poi affrontato il tema del rapporto tra contrattazione collettiva e salario minimo legale. Esiste una certa narrazione, ha spiegato, che presenta questi due strumenti come incompatibili tra loro. Il Movimento 5 Stelle respinge questa impostazione e ritiene invece che possano convivere ed essere complementari.
Castellone ha tenuto a precisare che il M5S non intende minimamente sminuire o sostituire il lavoro svolto dai sindacati e dalle organizzazioni datoriali, che rimangono il pilastro fondamentale del sistema di relazioni industriali italiano. Tuttavia, ha aggiunto, è impossibile negare l’evidenza: la contrattazione collettiva da sola non è più sufficiente a garantire quanto stabilito dall’articolo 36 della Costituzione italiana.
La vicepresidente del Senato ha concluso il suo intervento con un monito: continuare a ignorare questo problema per timore di scontentare qualche categoria o per non intaccare determinate rendite di posizione finisce per danneggiare l’intero sistema Paese.
