(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tornano dal 30 aprile le Pillole Rai “Uniti contro la disinformazione”, iniziativa di Rai Contenuti Digitali e Transmediali e Rai Ufficio Studi, campagna di comunicazione per la lotta alle fake news, in onda su tutti i canali dell’azienda del servizio pubblico.
La disinformazione investe oggi più che mai tutti gli ambiti dell’attualità e inquina l’ecosistema mediatico con fake news, manipolazioni e teorie cospirazioniste.
I nuovi dieci filmati della sesta stagione, da un minuto l’uno, sottolineano i pericoli dell’Intelligenza Artificiale e l’utilizzo di specifici strumenti di contrasto.
In primo piano, i deepfake utilizzati per screditare i candidati durante le campagne elettorali in Irlanda e Moldavia, e la crescita di video creati con l’AI di personaggi noti, sfruttati per promuovere investimenti finanziari con la promessa di guadagni facili.
Particolare attenzione è poi rivolta alla diffusione di video online per bambini spesso generati con l’intelligenza artificiale, giocosi ma talvolta dannosi; e all’espansione di video divertenti di animali creati con l’AI che spopolano sui social ma mettono a rischio il nostro spirito critico.
Sul fronte della salute, in risalto le fake news sul cancro che inondano i social prendendo di mira pazienti vulnerabili e il boom dei nudi deepfake che colpiscono donne famose quanto comuni, per diffondere contenuti falsi e degradanti.
Di particolare interesse, il Rage-Bait, strategia online che crea contenuti falsi e provocatori per scatenare rabbia e indignazione, e le bufale su luoghi turistici meravigliosi che si rivelano inesistenti.
Spazio, infine, alla disinformazione culturale nel mondo dell’arte e alle indicazioni su come difendersi da video, audio e immagini manipolate.
L’iniziativa “Uniti contro la disinformazione” rientra nel percorso di alfabetizzazione digitale avviato da tempo dal servizio pubblico e si inserisce nella attività di media literacy in cui la Rai, attraverso il coordinamento di Rai Ufficio Studi, si è impegnata nel dar vita all’Italian Digital Media Observatory (IDMO): un consorzio cofinanziato dalla Commissione Europea, coordinato dall’Università Luiss Guido Carli che, oltre a RAI, vede la partecipazione di Tim, Cy4gate, T6 Ecosystems, NewsGuard, Ansa e Pagella Politica.
I filmati fanno parte di una campagna di comunicazione di successo che ha conquistato in passato milioni di utenti e telespettatori con oltre un miliardo di contatti in Italia.
«Quando tutto può essere falso non si riesce più a credere a ciò che invece è vero – ha sottolineato Marcello Ciannamea direttore Rai Contenuti Digitali e Transmediali.
La disinformazione nel web rappresenta una minaccia sociale concreta, capace di avere effetti devastanti sull’emotività dei cittadini.
Le fake news create con l’IA sono bugie pericolose che rovinano le persone: è compito del servizio pubblico ostacolarne la diffusione con linee guida sicure e promuovendo un approccio più maturo, responsabile e attento».
«La Rai è in prima linea nel contrasto al disordine informativo che comprende disinformazione, mala informazione e misinformazione – ha detto Francesco Giorgino direttore di Rai Ufficio Studi, direzione owner dell’intero progetto IDMO.
La media literacy, insieme al rafforzamento delle competenze di chi produce contenuti, è fondamentale per mettere il pubblico in condizione di distinguere il vero dal falso, ma anche il vero dal verosimile, soprattutto nell’attuale ecosistema digitale».
“Pillole contro la disinformazione” è disponibile al link: www.raiplay.it/programmi/pillolecontroladisinformazione.
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