Di Luca Franceschi
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Il deputato Antonino Iaria, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Trasporti, ha annunciato il voto contrario del suo gruppo sul disegno di legge dedicato alla valorizzazione della risorsa mare. Secondo il parlamentare, il provvedimento non riesce a costruire una vera politica nazionale del mare e lascia irrisolte questioni concrete che stanno già generando tensioni sul territorio.
Durante la dichiarazione di voto in aula, Iaria ha evidenziato come il testo si limiti a coordinare materie diverse senza trasformarle in una strategia pubblica realmente efficace, capace di mettere al centro la tutela ambientale, la qualità della progettazione e il lavoro.
Il capogruppo pentastellato ha sottolineato che alla Camera il provvedimento è arrivato blindato, con tutte le proposte emendative respinte, anche quelle di natura tecnica e condivise con operatori e amministrazioni locali.
A titolo esemplificativo, Iaria ha citato il caso del porto di Catania, definito emblematico delle criticità contenute nel disegno di legge. L’ampliamento previsto presenta infatti rilevanti problematiche relative alla valutazione di impatto ambientale, alla pianificazione strategica complessiva e alla protezione di aree di grande pregio naturalistico come la Scogliera dell’Armisi e la foce dell’Acquicella. I ricorsi e le contestazioni in corso non possono essere liquidati come semplici questioni locali, ma rappresentano il segnale evidente di una progettazione accelerata che non garantisce adeguati standard di qualità, trasparenza e coinvolgimento delle comunità interessate.
Sul versante della nautica e del trasporto di passeggeri e merci, emergono scelte orientate alla deregolamentazione che rischiano di creare aree normative poco definite. Particolarmente critica appare la situazione della laguna di Venezia, dove le semplificazioni introdotte potrebbero comprimere i livelli di sicurezza, ridurre i controlli e alterare le corrette condizioni di concorrenza. Si tratta di un aspetto problematico segnalato persino da esponenti della maggioranza. Quando le norme diventano ambigue si danneggiano gli operatori che lavorano correttamente e si sottopone un ecosistema già fragile a ulteriori pressioni.
Il provvedimento risulta inoltre carente sul fronte del lavoro e delle competenze professionali. Non affronta con la necessaria determinazione i temi della sicurezza, della formazione e della qualità dell’occupazione nei comparti della cosiddetta economia blu. Manca una definizione chiara dei confini tra attività professionali e attività occasionali nel settore nautico e nelle attività subacquee, alimentando incertezza normativa.
In conclusione, Iaria ha ribadito che l’assenza di regole chiare e di valutazioni ambientali rigorose genera inevitabilmente conflitti, costi a carico della collettività e danni ai territori. Serviva invece una strategia organica capace di integrare porti, città, ambiente e logistica, che investisse sulla conoscenza degli ecosistemi marini e sulla qualità progettuale. Questo provvedimento non risponde a tali esigenze, e per questo il Movimento 5 Stelle ha espresso voto contrario.
