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PAB – PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO * «LA MEMORIA STORICA STRUMENTO DI PREVENZIONE DELL’ESTREMISMO GIOVANILE»

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11.02 - mercoledì 29 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Una delegazione altoatesina composta da educatori dei centri giovani, membri della Consulta giovani del gruppo linguistico tedesco e collaboratori di Eurac Research si è recata a Bologna il 15 e 16 aprile 2026. L’obiettivo del viaggio di formazione era approfondire la storia degli anni di piombo e riflettere su come la cultura della memoria possa essere utilizzata efficacemente nel lavoro giovanile come strumento di educazione civica e prevenzione dell’estremismo.

L’Ufficio Servizio giovani della Ripartizione Cultura tedesca ha ideato questo viaggio nell’ambito delle iniziative di promozione della cultura della memoria. Il progetto mira a sensibilizzare le giovani generazioni ai valori democratici attraverso l’apprendimento storico e la riflessione critica, contrastando precocemente i processi di radicalizzazione.

L’assessore provinciale Philipp Achammer ha sottolineato l’importanza di questo approccio: “Proprio alla luce della storia particolare dell’Alto Adige, la cultura della memoria rappresenta un incarico politico della nostra Provincia. Essa aiuta a sensibilizzare i giovani ai valori democratici e a trasmettere loro che l’estremismo – indipendentemente dall’ideologia – costituisce una grave minaccia per la convivenza. L’educazione civica e il lavoro giovanile svolgono in questo ambito un ruolo centrale”.

In preparazione al viaggio, il 8 aprile i 15 partecipanti sono stati introdotti al contesto storico degli anni di piombo e alle dinamiche dell’estremismo di destra e di sinistra degli anni Settanta da Gianluca Battistel, coordinatore dell’area educazione civica presso l’Ufficio Servizio giovani della Ripartizione Cultura tedesca. Un contributo particolarmente significativo è stato offerto da Sonia Zanotti di Ortisei, sopravvissuta all’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e vicepresidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. La sua testimonianza personale ha evidenziato le conseguenze a lungo termine della violenza estremista per le persone colpite e per l’intera società.

Il 15 aprile la delegazione è stata accolta alla stazione di Bologna dal presidente dell’Associazione 2 agosto Paolo Lambertini, nonché dalle storiche Cinzia Venturoli e Antonella Beccaria. Dopo un inquadramento storico e politico dell’attentato, il confronto è proseguito nella sala consiliare del Comune. I partecipanti hanno incontrato Agide Melloni, autista dell’autobus della linea 37 che fu utilizzato per il trasporto dei corpi delle vittime immediatamente dopo l’esplosione. Le testimonianze personali hanno evidenziato l’importanza dei testimoni diretti quale elemento centrale di una cultura della memoria.

Il direttore della Ripartizione Cultura tedesca Volker Klotz sottolinea il valore di questi progetti formativi: “La cultura della memoria non è un concetto astratto, ma acquista efficacia laddove i giovani incontrano e riflettono la storia concretamente. Viaggi di formazione come quello a Bologna creano spazi per il pensiero critico, rafforzano la resilienza democratica e forniscono quindi un importante contributo alla prevenzione dell’estremismo”.

A conclusione del viaggio di formazione, il 16 aprile la delegazione ha visitato il Museo per la Memoria di Ustica. La vicenda dell’abbattimento dell’aereo di linea del 27 giugno 1980, che costò la vita a tutte le 81 persone a bordo, ha evidenziato quanto siano fondamentali la ricostruzione pubblica dei fatti e la memoria collettiva per una società democratica. La presidente dell’Associazione parenti delle vittime della Strage di Ustica Daria Bonfietti ha gettato luce sull’evento e sul contesto politico e militare in cui si svolse.

Konrad Pamer, direttore dell’Ufficio Servizio giovani della Ripartizione Cultura tedesca, conclude: “La cultura della memoria crea consapevolezza sulle conseguenze della violenza e dell’estremismo. Per il lavoro giovanile rappresenta uno strumento indispensabile per rafforzare i giovani, promuovere il pensiero critico e radicare in modo duraturo i valori democratici”.

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