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SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE) * MINETTI/DELL’UTRI/MALPENSA: «UN MESSAGGIO AI FIGLI DI BERLUSCONI? I “PUNTINI” CHE UNITI INDICANO LA STRADA»

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10.22 - martedì 28 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“MINETTI/DELL’UTRI/MALPENSA: UN MESSAGGIO AI FIGLI DI BERLUSCONI? I “PUNTINI” CHE, UNITI, INDICANO LA STRADA” — Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale): “Quando i segnali si sommano, non sono più coincidenze”.«Negli ultimi giorni si stanno accumulando una serie di episodi mediatici, giudiziari e politici che, presi singolarmente, possono apparire scollegati. Ma osservati insieme, restituiscono un quadro inquietante. È legittimo chiedersi se non siamo di fronte a una pressione indiretta, un messaggio neppur tanto velato rivolto a Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi». Lo dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, imprenditore culturale, e fondatore del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale – con sede presso il suo Castello Sforzini di Castellar Ponzano.

«Primo punto: il caso della grazia a Nicole Minetti. Una vicenda che balza improvvisamente al centro dell’attenzione, con richieste di approfondimento e verifiche che chiamano in causa il Quirinale. Non è un dettaglio. È un segnale».
«Secondo punto: la nuova attenzione mediatica sull’inchiesta che coinvolge Marcello Dell’Utri, con il tema dei presunti 12 milioni ricevuti da Silvio Berlusconi e non dichiarati. Anche qui: materiale noto da tempo che viene rilanciato oggi, con forza, nel pieno di una fase politica delicata».

«Terzo punto: la polemica continua e sistematica sull’intitolazione dell’aeroporto di Aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi. Una discussione che travalica il merito amministrativo e assume sempre più i contorni di una battaglia simbolica e identitaria».

Sforzini prosegue: «Ora, chiunque abbia un minimo di sensibilità politica sa che in Italia nulla accade per caso quando si parla di Berlusconi, nemmeno dopo la sua scomparsa. E allora la domanda è inevitabile: questi tre elementi, così ravvicinati nel tempo, stanno davvero parlando tra loro?».

«La lettura possibile — e sempre più difficile da ignorare — è che si stia costruendo una pressione indiretta sulla famiglia Berlusconi. Un messaggio chiaro: esiste una strada “gradita” a certi ambienti europei e mainstream — lo spostamento di Forza Italia verso il centrosinistra, un’alleanza strutturale con il PD, uno sganciamento dall’attuale centrodestra. E esiste, implicitamente, anche il costo di non percorrerla».

«Non servono minacce esplicite. Basta la sequenza: apertura mediatica di vicende giudiziarie, riattivazione di dossier, delegittimazione simbolica. È il linguaggio della pressione sistemica».
Sforzini conclude con tono netto: «Sia chiaro: questa è una chiave di lettura politica, non una verità giudiziaria. Ma la politica si nutre di segnali. E quando i segnali si sommano, diventano indirizzi.

La domanda che resta sospesa è una sola: si sta indicando ai figli di Berlusconi quale strada deve prendere Forza Italia?
Se così fosse, saremmo davanti a un fatto gravissimo: non un normale confronto democratico, ma un tentativo di orientamento esterno della linea politica attraverso leve mediatiche e giudiziarie. E a quel punto, il tema non sarebbe più Berlusconi. Sarebbe la qualità e la sussistenza della nostra democrazia».

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