Di Luca Franceschi
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Mentre la sicurezza sul lavoro si concentra generalmente sui pericoli visibili e immediati, i più recenti rapporti dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro pongono in primo piano i rischi psicosociali. Emerge chiaramente come stress, reperibilità costante, paura di perdere il posto di lavoro e intensificazione dei processi lavorativi portino a un aumento globale di stati di esaurimento e disturbi psicologici tra i lavoratori e le lavoratrici.
L’assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof sottolinea un principio fondamentale: un luogo di lavoro non deve provocare malattia nei collaboratori, né dal punto di vista fisico né da quello mentale. In occasione della Giornata internazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro, celebrata il 28 aprile, l’assessora ribadisce che la tutela della salute mentale sul lavoro riveste un’importanza pari alla prevenzione degli incidenti fisici.
Le linee guida ILO per il 2026 chiariscono un aspetto decisivo: i rischi psicosociali non rappresentano una questione privata, bensì una responsabilità gestionale vera e propria. Secondo quanto affermato da Amhof, è fondamentale riconoscere precocemente i segnali di sovraccarico lavorativo e intervenire in modo preventivo per evitare conseguenze più gravi.
La digitalizzazione e le nuove modalità di lavoro, come il lavoro da remoto, hanno confuso i confini tra vita privata e professionale, richiedendo nuovi approcci nella valutazione dei rischi. L’assessora sostiene che tutti siamo chiamati a creare una cultura lavorativa in cui sia possibile parlare delle difficoltà senza rischiare stigmatizzazione. Il diritto alla non reperibilità e l’implementazione di regole chiare sulle pause rappresentano misure essenziali per garantire sicurezza in un mondo sempre più digitale.
I fattori di rischio psicosociale comprendono il sovraccarico o la sotto-stimolazione, come la mancanza di senso nel lavoro o una qualificazione inadeguata. Vi rientrano anche una cattiva organizzazione lavorativa, caratterizzata da pressione eccessiva, ruoli poco definiti o supporto insufficiente, oltre a condizioni di lavoro instabili. Per contrastare questi problemi, ogni datore di lavoro è chiamato a rilevare in modo sistematico i rischi psicosociali e, in dialogo con i dipendenti, trovare soluzioni concrete per un ambiente di lavoro più sano e equilibrato.
Un posto di lavoro sicuro rappresenta un diritto fondamentale per il quale occorre impegnarsi quotidianamente. Questo richiede responsabilità condivisa tra tutti gli attori coinvolti e il coraggio di migliorare continuamente anche le strutture organizzative consolidate.

