Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, condanna fermamente gli episodi antisemiti avvenuti durante le manifestazioni per la Festa della Liberazione, definendo le frasi rivolte alla comunità ebraica come inaccettabili e meritevoli di una condanna senza esitazioni. Al contempo, tuttavia, il leader ambientalista esprime solidarietà alla Brigata ebraica e a tutti coloro che sono stati colpiti da questi attacchi.
Bonelli riconosce che alcune delle espressioni utilizzate sono state “irricevibili e con un linguaggio inaccettabile”, ma ritiene opportuno sottolineare come “esporre la foto di Netanyahu e le bandiere israeliane in quel contesto è stata una provocazione che ha alimentato tensioni”. Secondo il deputato, questa dinamica si ripete in modo prevedibile dall’inizio della “strategia criminale del governo Netanyahu”, che include il genocidio a Gaza e le occupazioni in Cisgiordania, anche se chiarisce che “nessuna provocazione può giustificare aggressioni o manifestazioni antisemite”.
Dal punto di vista politico, Bonelli definisce la linea di AVS come coerente e bilanciata: l’organizzazione ha sempre condannato Hamas e gli attacchi del 7 ottobre, riconoscendo l’organizzazione come terroristica e nemica del popolo palestinese. Parallelamente, però, denuncia i crimini commessi dal governo Netanyahu. Il leader sottolinea come sia problematico il fatto che dalla comunità ebraica non arrivi una presa di distanza altrettanto netta da questi crimini.
Riguardo agli altri episodi verificatisi durante le manifestazioni del 25 aprile, Bonelli esprime dispiacere per la scena dell’uomo anziano respinto a Bologna e condanna anche le aggressioni subite dagli esponenti radicali. Per quanto riguarda la presenza di bandiere nei cortei, il deputato ribadisce che l’Ucraina, in quanto paese aggredito che resiste, ha piena legittimità di essere rappresentata nelle piazze, così come le bandiere palestinesi.
L’affondo politico finale è rivolto contro il governo Meloni. Bonelli riconosce che la premier ha ragione nel sottolineare l’esistenza di un problema, ma individua questo problema nella “ambiguità e nel doppio standard” dell’esecutivo: la maggioranza tollerebbe comportamenti dell’estrema destra per calcolo elettorale e non prenderebbe posizioni nette contro chi compie saluti romani o inneggia al fascismo. Secondo Bonelli, quanto accaduto durante le manifestazioni, fino agli episodi più gravi come gli spari contro i manifestanti, evoca un clima che si pensava fosse stato superato.
