(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nucleare, quarant’anni fa il disastro di Chernobyl: la testimonianza di chi c’è stato, il racconto delle strade desolate di Pripyat, città fantasma da cui gli abitanti dovettero fuggire in poche ore, con poche cose, senza sapere perché, senza sapere che non sarebbero mai più tornati.
Chernobyl oggi, laboratorio a cielo aperto, suo malgrado.
Il racconto di Fabrizio Malaspina, operatore più volte sul luogo per esercitazioni, e Matteo Guidotti, CNR.
La polvere radioattiva di nuovo sollevata dalla guerra, la paura di veleni che non se ne andranno, la natura che intanto si è ripresa spazi abbandonati, e si modifica: come alcuni microorganismi che hanno cambiato “dieta”, e per crescere non usano più la luce, ma le radiazioni.
Dal nucleare, ai combustibili fossili: a Santa Marta, Colombia, la prima conferenza di società civile e governi, una sessantina quelli presenti, che vogliono accelerare il passaggio alle rinnovabili.
In nome di clima, portafoglio, e futuro.
Infine, scienziati per un giorno, e la biodiversità che non ti aspetti: appuntamento con la City Nature Challenge, gara internazionale che trasforma i cittadini in esploratori.
Sono questi alcuni degli argomenti al centro della puntata de “L’aria che respiri”, il programma condotto da Sonia Filippazzi, in onda domenica 26 aprile alle 8.30 su Rai Radio1 e RaiPlay Sound.
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