Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia ha organizzato in Senato un convegno dedicato alla violenza fondamentalista su donne e bambine, durante il quale sono emersi dati allarmanti sulla condizione delle donne immigrate in Italia. Secondo quanto reso noto durante l’evento, una donna su quattro proveniente da Paesi a maggioranza islamica risulta a rischio di mutilazione genitale.
Il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, promotore dell’incontro, ha sottolineato l’importanza di unire esperienze e idee diverse per difendere i valori fondamentali della società. Ha evidenziato come il convegno rappresenti un momento cruciale per denunciare fenomeni di violenza e per promuovere iniziative concrete volte a contrastarli. Tra le proposte presentate spicca il disegno di legge a prima firma Sara Kelany, concepito come uno strumento di rilevanza internazionale per combattere la violenza fondamentalista contro le donne e le bambine.
La deputata Sara Kelany, responsabile nazionale del Dipartimento Immigrazione del partito, ha ribadito l’impegno di Fratelli d’Italia nel contrastare il separatismo religioso e nel tutelare i diritti delle donne e delle minori. Ha definito inaccettabili pratiche come le mutilazioni genitali, i matrimoni forzati, i certificati di verginità e l’imposizione del velo integrale, affermando che queste devono essere combattute senza ambiguità. La proposta di legge presentata prevede misure stringenti quali la trasparenza sui finanziamenti esteri ai luoghi di culto, la chiusura di quelli che diffondono odio, il divieto del velo integrale e pene più severe per chi impone queste pratiche o costringe le persone ai matrimoni forzati.
Amani El Nasif, attivista e scrittrice, ha condiviso la sua testimonianza personale, raccontando come sia stata portata in Siria all’età di soli sedici anni per un matrimonio combinato senza il suo consenso. Ha descritto i trecentonovantanove giorni trascorsi combattendo contro una mentalità profondamente estranea ai suoi valori. El Nasif ha evidenziato l’importanza di creare strutture più solide per aiutare le ragazze a difendersi e a sfuggire da queste situazioni, sottolineando come in Italia molte giovani continuino a ribellarsi ai matrimoni combinati, pur registrandosi ancora troppi casi di vittimismo. Da dieci anni il suo impegno è volto a condividere la propria storia per offrire sostegno e protezione a coloro che si trovano in simili circostanze.
Maria Saltari, dirigente medico e ginecologa, ha affrontato il tema della mutilazione genitale femminile, evidenziando come questa pratica riguardi in Italia circa ottantasettemila donne a rischio di subire un meccanismo di violenza che provoca gravi danni fisici e, ancora più importanti, danni emotivi e relazionali che si ripercuotono sull’intera esistenza delle vittime. Ha sottolineato l’importanza di raccogliere dati affidabili e di individuare modalità attraverso le quali la comunità medica possa intervenire efficacemente per migliorare le condizioni di queste donne.
Marina Terragni dell’Autorità garante per l’infanzia e adolescenza ha puntato l’attenzione sulla dimensione minorile dei fenomeni discussi durante il convegno. Ha osservato che tematiche quali il velo integrale e i matrimoni forzati coinvolgono direttamente le bambine e anche i minori che crescono in contesti caratterizzati da mentalità finalizzate a occultare i corpi femminili. Ha ribadito come si tratti di una questione sensibile che non riguarda soltanto le bambine appartenenti ad altre culture ma anche potenzialmente le minori dell’Occidente contemporaneo.
