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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «STRAGI, M5S: FONDAMENTALE CASSAZIONE SU MANDANTI E COMPLICI ESTERNI»

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14.00 - giovedì 23 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni del Giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Claudia Pasqualina Luparello, che per la seconda volta ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Caltanissetta. Al centro della vicenda ci sono le piste di indagine alternative a quella definita “mafia-appalti” sulla strage di via D’Amelio, in particolare quelle che conducono verso possibili complici e mandanti esterni da individuare nei servizi deviati, in ambienti massonici e nel mondo dei terroristi neofascisti.

I rappresentanti del Movimento 5 Stelle in commissione Antimafia sottolineano come si tratti di un pronunciamento di fondamentale importanza per la ricerca della verità. Secondo quanto dichiarato, su queste piste investigative esistono da anni elementi di rilievo e riscontri molto importanti. Dal 2023 il gruppo pentastellato in commissione Antimafia ha richiesto ripetutamente di indagare in queste direzioni, fornendo tutto il materiale necessario da cui partire e che indica con precisione gli approfondimenti da effettuare.

Tuttavia, la maggioranza si sarebbe rifiutata di dare seguito a queste richieste, ostacolando in ogni modo il lavoro investigativo, anche con modalità che travalicano qualsiasi forma di rispetto istituzionale e personale. Nei giorni scorsi sarebbe inoltre in corso una campagna politica e mediatica caratterizzata da calunnie, falsità giudiziarie e manipolazioni, rivolte anche contro gli esponenti del Movimento 5 Stelle.

Il Gip di Caltanissetta ha rilevato che la procura avrebbe omesso di svolgere approfondimenti ritenuti importanti, intimando che vengano effettuati. Sorge quindi la domanda sul perché il procuratore di Caltanissetta abbia omesso le indagini considerate essenziali dalla Gip e abbia presentato ricorso in Cassazione accusando il giudice di aver emesso un provvedimento abnorme, che travalicava cioè i suoi poteri. Si tratta di un’accusa infondata che, se fosse stata accolta, avrebbe potuto esporre la Gip al rischio di un procedimento disciplinare.

Viene inoltre contestato il fatto che il procuratore abbia fatto credere alla commissione Antimafia che le piste diverse da quella “mafia-appalti” siano infondate, affermando addirittura che valgono “zero tagliato”, prima ancora di attendere la decisione della Cassazione che lo ha clamorosamente smentito.

Un’altra critica riguarda la violazione di tutte le regole del contraddittorio e di quelle a tutela della presunzione di innocenza. Il procuratore non avrebbe atteso la conclusione delle indagini e la valutazione del Gip, prima di svolgere fuori dalle aule di udienza una lunga requisitoria con la quale ha presentato come colpevoli persone ancora indagate che non hanno neppure avuto la possibilità di esaminare gli atti processuali e di fare valere le ragioni che smentiscono le tesi sostenute dal procuratore Salvatore De Luca.

Questi comportamenti avrebbero alimentato la campagna di una maggioranza che, dopo aver impedito alla commissione Antimafia qualsiasi indagine sulle piste diverse da quella “mafia-appalti”, ora sarebbe interessata ad accreditare come verità assoluta tesi che consentirebbero di continuare a tenere chiusi negli armadi inquietanti scheletri di famiglia.

Queste le posizioni espresse dai componenti del Movimento 5 Stelle nella commissione Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Michele Gubitosa, Luigi Nave e Roberto Scarpinato.

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