Di Luca Franceschi
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“Ridurre l’ecologia al concetto di ‘casa’ intesa come Patria, famiglia e identità significa restringere un tema globale, scientifico e sociale a una dimensione ideologica”. Con queste parole la vicecapogruppo M5S alla Camera Ilaria Fontana ha risposto alle recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in materia ambientale.
Secondo la parlamentare pentastellata, l’ambiente non può essere considerato un perimetro da difendere solo in chiave nazionale, ma rappresenta un sistema interconnesso che richiede responsabilità condivise, visione internazionale e politiche strutturali.
Fontana ha rilevato come il richiamo all’oikophilia del filosofo Roger Scruton rischi di trasformarsi in una narrazione che non trova riscontro nelle scelte di governo. Se davvero si vuole parlare di ecologia integrale, ha sottolineato, allora servono atti concreti e coerenti.
La vicecapogruppo ha elencato una serie di priorità: investimenti seri nella prevenzione del dissesto idrogeologico, accelerazione della transizione energetica verso fonti rinnovabili, stop al consumo di suolo e alla speculazione sui territori, politiche industriali che riducano davvero le emissioni.
Ad oggi, invece, secondo Fontana si registrano ritardi, ambiguità e scelte che spesso vanno nella direzione opposta. L’esponente del Movimento 5 Stelle ha quindi ribadito con forza che l’ecologia non può essere selettiva né tantomeno piegata a una visione identitaria.
“Non esiste una ‘casa’ che si salva da sola”, ha affermato, sottolineando come la crisi ambientale vada affrontata con serietà, competenza e coraggio, altrimenti si resta nel campo degli slogan.
Difendere l’ambiente, ha concluso la parlamentare, significa assumersi responsabilità concrete, anche quando sono difficili o impopolari. Tutto il resto è marketing politico.
