Di Luca Franceschi
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I dati Eurostat che certificano la procedura d’infrazione per l’Italia non fanno che confermare le previsioni avanzate in più occasioni da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. Secondo i due leader della formazione politica, la firma del nuovo Patto di stabilità e crescita avrebbe inevitabilmente prodotto questo esito negativo. Il governo Meloni si trova dunque a fronteggiare le conseguenze dirette delle proprie scelte politiche.
A giudizio dei rappresentanti di Avs, il primo intervento necessario è la rinuncia agli enormi aumenti previsti per la spesa militare, che il governo intende portare al 5% del Pil secondo le richieste avanzate da Donald Trump. La procedura d’infrazione impedisce di scorporare queste spese dal computo del deficit, ponendo l’esecutivo di fronte a un bivio inequivocabile: destinare miliardi alle armi oppure investire per rispondere ai bisogni effettivi dei cittadini, a partire da sanità e welfare.
La prossima manovra economica dell’esecutivo Meloni sarà caratterizzata, ancor più rispetto alle precedenti, da riduzioni di risorse dedicate a sanità, pensioni, stipendi e trasporti, mentre contemporaneamente la spesa militare aumenta e con essa i guadagni dei più ricchi. Tale dinamica rappresenta, secondo Bonelli e Fratoianni, una chiara scelta di priorità politiche.
L’Italia si trova a un incrocio decisivo tra due opzioni alternative: tutelare i servizi essenziali alle persone oppure investire nelle politiche della guerra e della concentrazione della ricchezza. I due esponenti di Avs chiedono pertanto al governo di dichiarare pubblicamente e immediatamente quale direzione intende seguire.
