Di Luca Franceschi
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Gli insulti rivolti dal conduttore televisivo russo Vladimir Solovyev al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rappresentano un comportamento inaccettabile e indegno. Solovyev, noto megafono della propaganda del Cremlino, ha pronunciato parole gravissime che meritano una ferma condanna unanime da parte delle istituzioni. Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto prontamente esprimendo formali proteste all’Ambasciatore della Federazione Russa, il quale è stato convocato immediatamente alla Farnesina per ricevere la comunicazione ufficiale del governo italiano.
Tuttavia, secondo il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata, questo episodio non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in un quadro più ampio di aggressioni verbali e minacce rivolte all’Italia. Le ostilità si estendono infatti ad aziende italiane e ai loro dirigenti e lavoratori, i quali sono stati accusati di essere coinvolti nella produzione o nella fornitura di componenti di droni destinati all’Ucraina, venendo così designati come “bersagli legittimi in quanto parte dello sforzo bellico ucraino”.
Le provocazioni si sono ulteriormente intensificate quando un rappresentante di uno dei principali organi vicini al Cremlino ha proferito minacce durante un evento presso l’Ambasciata russa in Italia, dichiarando che “la Russia può valutare attacchi alle principali città europee, e, se non basterà, anche l’utilizzo di attacchi nucleari”. All’attacco verbale odierno nei confronti della Presidente Meloni si aggiungono quindi questi precedenti ancora più preoccupanti.
Secondo Terzi, tutte queste manifestazioni aggressive rappresentano una strategia precisa da parte di Mosca, che si fa sempre più violenta parallelamente ai duri colpi che Putin sta subendo sia sul fronte ucraino sia nella questione iraniana. La guerra in corso sta consumando le risorse russe in maniera considerevole, determinando il progressivo arretramento di Mosca nella competizione tra le grandi potenze mondiali.
Come sottolineano numerosi analisti ed esperti, la Russia sta mostrando segni evidenti di cedimento interno e si presenta come una nazione in crescente debolezza, sull’orlo del precipizio a causa delle politiche intraprese da Putin. Le minacce sempre più esplicite potrebbero quindi rappresentare una manifestazione di disperazione da parte di un regime consapevole della propria vulnerabilità.
