Di Luca Franceschi
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Il Partito Democratico esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata convenzionata che hanno partecipato allo sciopero nazionale indetto dai sindacati CGIL, CISL e UIL. Lo sciopero è stato proclamato per rivendicare il diritto a condizioni di lavoro dignitose, una battaglia che il PD sostiene con convinzione.
Sono 300 mila le lavoratrici e i lavoratori interessati, professionisti che garantiscono quotidianamente servizi essenziali nell’ambito sanitario e socio-sanitario, fornendo assistenza e cura a migliaia di cittadini. Eppure le loro retribuzioni risultano significativamente inferiori rispetto a quelle percepite dal personale impiegato nel settore pubblico, creando una disparità ingiustificata e inaccettabile.
La situazione contrattuale aggrava ulteriormente il quadro. Nei settori della sanità privata i contratti non vengono rinnovati da otto anni, mentre nelle RSA addirittura da quattordici anni. In questo lungo periodo non è stato riconosciuto alcun recupero per l’inflazione, determinando una perdita rilevante del potere d’acquisto reale delle retribuzioni degli operatori.
Quanto più grave risulta questa situazione se si considera che le strutture private accreditate e convenzionate continuano a usufruire di importanti risorse pubbliche. Il comparto nel complesso, con un fatturato che nel 2023 ha superato i 12 miliardi di euro, mantiene un andamento in crescita costante. Risulta contraddittorio che fondi pubblici alimentino un modello che nega diritti e dignità del lavoro, avallando di fatto un dumping salariale a carico dei lavoratori e delle lavoratrici.
Il Partito Democratico ha ripetutamente proposto soluzioni concrete attraverso specifici emendamenti presentati in Parlamento. La proposta centrale prevede l’introduzione di requisiti organizzativi stringenti per l’accreditamento e il convenzionamento con il Servizio Sanitario Nazionale. Secondo questa prospettiva, solamente le strutture che applicano il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro dovrebbero poter accedere ai finanziamenti pubblici, creando un meccanismo virtuoso di incentivi verso il rispetto dei diritti dei lavoratori.
