Di Luca Franceschi
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Il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Cataldi ha espresso dure critiche nei confronti della strategia governativa sulla sicurezza durante il dibattito in aula al Senato sugli emendamenti al decreto Sicurezza.
“Questo Governo continua a insistere nel varare decreti-legge in materia di sicurezza”, ha dichiarato Cataldi, ricordando come l’esecutivo abbia già prodotto diversi provvedimenti simili, “dal decreto Rave party al decreto Caivano e vari altri”.
Il parlamentare pentastellato ha sottolineato come il susseguirsi di questi decreti dimostri l’inefficacia dell’approccio governativo: “Se anche uno solo di questi provvedimenti avesse funzionato, noi oggi non saremmo qui, dopo tre anni e mezzo di Governo, ancora a parlare di un decreto sicurezza”.
Cataldi ha utilizzato una metafora medica per criticare la persistenza nel seguire la stessa linea d’azione nonostante i risultati insoddisfacenti: “Se la cura che mi dà un medico non funziona, il medico stesso mi cambia la cura. Se invece mi dà sempre la stessa cura e questa per sei volte non funziona, io devo cambiare medico”.
Il senatore ha poi puntato il dito contro quello che ha definito “un panpenalismo sempre più assurdo”, citando paradossalmente le posizioni espresse in passato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio insieme a Giuliano Pisapia.
“Vorrei leggervi la definizione di ‘panpenalismo’ che viene data sull’enciclopedia Treccani”, ha proseguito Cataldi, “che cita due autori, Carlo Nordio e Giuliano Pisapia, i quali dicono che le pene non devono essere aumentate, semmai diminuite, che bisogna smetterla con il panpenalismo e che l’idea di poter risolvere tutto con il codice penale è solo propaganda, pericolosa demagogia”.
Il parlamentare ha evidenziato la contraddizione tra le posizioni teoriche del ministro e l’azione pratica del governo: “Non lo dice il Movimento 5 Stelle, lo dice il vostro ministro della Giustizia”.
Cataldi ha concluso il suo intervento richiamando i principi di un ordinamento giuridico equilibrato: “Un ordinamento giuridico serio deve punire delle condotte, nella misura in cui ci sono delle colpe, c’è del dolo. Voi qui invece state respingendo tutti gli emendamenti che inseriscono un correttivo proprio in quella direzione. Voi punite a prescindere”.
