Di Luca Franceschi
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La Corte di Cassazione ha recentemente aperto la strada alle confische sui beni dei proprietari coinvolti in contenziosi legati al Superbonus. Una decisione che consente di aggredire non soltanto gli immobili interessati dai lavori, ma anche altri beni come case, conti correnti e attività commerciali, indipendentemente dal loro collegamento con gli interventi realizzati.
Ciò che emerge come particolarmente problematico è che questa norma non colpisce soltanto coloro che hanno truffato lo Stato, bensì anche i cittadini che hanno agito in buona fede e si trovano penalizzati per vizi procedurali, asseverazioni difettose o materiali non conformi utilizzati dalle imprese incaricate. Molte persone convinte di aver compiuto la scelta corretta si ritrovano oggi a rischio di sequestro del proprio patrimonio.
Secondo le dichiarazioni rese, questo esito rappresenta il lascito di una norma elaborata con scarsa competenza dal Movimento 5 Stelle. I dati ufficiali dell’ENEA attestano che al 28 febbraio 2026 l’onere a carico dello Stato ammonta a quasi 131 miliardi di euro, cifra ben superiore alla previsione iniziale di circa trentamila milioni. A questa cifra vanno aggiunti 9,3 miliardi di crediti falsi già accertati dalla Guardia di Finanza.
Lo studio numero 860 della Banca d’Italia risalente al 17 giugno 2024 calcola il costo netto del Superbonus, al netto delle maggiori entrate fiscali generate, in circa 100 miliardi di euro. I ricercatori hanno evidenziato come la misura sia lontana dal ripagarsi autonomamente. Una legge realizzata senza adeguati controlli, senza limiti definiti e priva di una struttura giuridica solida produce conseguenze dannose che si amplificano nel tempo e ricadono su soggetti che non hanno commesso alcun errore.
Il movimento pentastellato ha alimentato illusioni in milioni di cittadini italiani con la promessa del “gratis per tutti”, e oggi quella illusione si converte in procedimenti penali, sequestri patrimoniali e un mercato immobiliare compromesso. Chi acquista una proprietà al giorno d’oggi deve verificare se vi sia stato un cantiere Superbonus, poiché il rischio giuridico si trasferisce mediante l’atto notarile di vendita. Il Movimento 5 Stelle deve assumersi pienamente la responsabilità politica di queste conseguenze. Ha redatto la norma, l’ha resa imodificabile quando era ancora possibile apportare correzioni, ha impedito interventi significativi. Attualmente gli italiani stanno pagando il prezzo di queste scelte, e le ripercussioni non sono ancora terminate.
Puntualizzando, il governo Meloni non ha alcun coinvolgimento in questa sentenza. La Cassazione rappresenta un organo completamente autonomo e indipendente dall’azione dell’esecutivo. Se attualmente i cittadini corrono il rischio di avere i propri beni sequestrati, ciò accade esclusivamente perché il M5S ha elaborato una norma ricca di lacune: sono esattamente queste distorsioni a finire dinanzi ai magistrati, non decisioni governative.
