Di Luca Franceschi
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Il Partito Democratico critica aspramente la gestione dei trasporti da parte del Governo, denunciando come le procedure di gara per le linee Intercity comportino un peggioramento sensibile del servizio sia per i lavoratori che per gli utenti finali. La mancanza di attenzione verso questo settore strategico rappresenta, secondo i dem, un vuoto preoccupante nelle politiche di Governo.
Antonio Casella, Coordinatore nazionale dei circoli dei trasporti del PD, sottolinea come il servizio Intercity costituisca un presidio fondamentale per migliaia di famiglie a basso reddito, le quali rischiano concretamente di essere escluse da un collegamento essenziale per la loro mobilità. Non si tratta semplicemente di un servizio di trasporto, bensì di una questione di diritti sociali e di accesso equo alle opportunità di spostamento.
Il costo del biglietto Intercity permette un risparmio fino al 50% rispetto ad altre modalità di trasporto, un elemento cruciale che consente a numerosi lavoratori di conciliare efficacemente i tempi di vita con quelli lavorativi. Indebolire questo servizio significa colpire direttamente le fasce più fragili della popolazione e alimentare ulteriormente le disuguaglianze sociali già presenti.
Per affrontare adeguatamente questa criticità, il PD sostiene che la clausola sociale e la clausola del servizio rappresentino strumenti indispensabili, in grado di garantire contemporaneamente la tutela dei lavoratori e il diritto dei cittadini a un servizio efficiente e accessibile. Il Governo, invece, ha scelto di bocciare emendamenti e ordini del giorno presentati dai democratici proprio in questa direzione, capovolgendo anche gli impegni precedentemente assunti con i sindacati.
Casella evidenzia come il momento storico richiederebbe una strategia completamente diversa. Con l’Italia priva di grandi risorse energetiche e i carburanti a livelli molto elevati, investire in un sistema di trasporti efficiente, accessibile e sostenibile dovrebbe costituire una priorità assoluta per le politiche del Paese. Ignorare queste necessità significa non solo penalizzare i cittadini, in particolare i pendolari che dipendono da questi collegamenti, ma anche rinunciare a una leva fondamentale per lo sviluppo economico e sociale complessivo della nazione.
