Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone ha risposto alle recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla sanità, sostenendo che le affermazioni della premier non corrispondono alla realtà dei fatti.
Secondo Castellone, il Servizio sanitario nazionale sta attraversando una fase di progressivo ridimensionamento, caratterizzata da una spesa sanitaria in diminuzione rispetto al Prodotto interno lordo e da profonde diseguaglianze territoriali, particolarmente marcate tra Nord e Sud del Paese.
A supportare questa tesi sono i dati forniti dalla Corte dei Conti, che nel periodo successivo alla pandemia ha registrato un contenimento dell’incidenza della spesa sanitaria sul PIL. L’Italia si attesta infatti intorno al 6,3-6,4% del PIL, un valore significativamente inferiore alla media europea del 6,9%.
La senatrice pentastellata definisce questo dato come un arretramento politico prima ancora che contabile, sottolineando come la riduzione del peso della sanità pubblica sull’economia comporti l’accettazione di un sistema sanitario meno universale e più diseguale.
Particolare preoccupazione viene espressa per il divario crescente tra settore pubblico e privato. I dati della Ragioneria generale dello Stato evidenziano infatti una crescita della spesa privata delle famiglie del 7,7%, con cittadini costretti a sborsare di tasca propria 46 miliardi di euro per visite, cure e interventi medici.
Castellone interpreta questi 46 miliardi non come una libera scelta dei cittadini, ma come il segnale inequivocabile di un Servizio sanitario nazionale che non riesce più a fornire risposte adeguate ai bisogni di salute della popolazione. Questo fenomeno viene descritto come una privatizzazione silenziosa del diritto alla salute, che rischia di trasformarlo in un privilegio riservato a chi dispone di maggiori risorse economiche.
La vicepresidente del Senato ha anche criticato le promesse elettorali relative alla risoluzione del problema delle liste d’attesa, definendole vuote e inefficaci. Nonostante gli annunci fatti alla vigilia delle elezioni europee, le famiglie italiane continuano ad affrontare le stesse difficoltà nell’accesso alle cure sanitarie.
In conclusione, Castellone lancia un appello per una scelta politica chiara sul futuro del sistema sanitario italiano, ponendo l’alternativa tra un Paese in cui la salute rimane un diritto universale garantito a tutti i cittadini e uno in cui diventa invece un bene di mercato accessibile solo a chi può permetterselo economicamente.
