Di Luca Franceschi
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Il senatore del Movimento 5 Stelle Pietro Lorefice ha duramente criticato in Aula la gestione governativa delle infrastrutture siciliane, definendo “evasiva” l’ennesima risposta dell’esecutivo su questioni cruciali per la mobilità nell’isola.
Al centro della denuncia c’è la situazione paradossale di un viadotto crollato nel 2011 che, dopo quindici anni, necessita ancora di 60 milioni di euro per essere completato. Una cifra che manca nonostante le risorse fossero già state individuate nel 2019 e successivamente aggiornate nel 2022 anche attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
La situazione dei trasporti in Sicilia presenta numeri drammatici che testimoniano l’isolamento dell’isola. Per percorrere la tratta ferroviaria Gela-Messina sono necessarie dalle 7 alle 8 ore, mentre per raggiungere Roma i tempi di viaggio si allungano fino a 16-18 ore.
L’alternativa aerea non offre soluzioni accessibili: durante i periodi di maggiore affluenza, i costi dei voli possono raggiungere i 500 euro, rendendo proibitivo per molti cittadini il collegamento con il resto d’Italia.
Lorefice ha utilizzato toni particolarmente critici verso le priorità governative, sottolineando come si parli di “infrastrutture strategiche” mentre la realtà descrive “un’isola isolata”. Il riferimento polemico al “Ponte Matteo I da Pontida” evidenzia la distanza tra i progetti propagandistici e le necessità concrete dei siciliani.
La conclusione del senatore pentastellato è un appello alle priorità: prima di inseguire progetti faraonici, il governo dovrebbe garantire mobilità e diritti essenziali ai cittadini siciliani, attualmente penalizzati da un sistema di trasporti inadeguato e costoso.
