Di Luca Franceschi
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Il senatore Luigi Nave del Movimento 5 Stelle ha espresso dure critiche al decreto Bollette durante la sua dichiarazione di voto, definendolo “un misto tra cerottino e fregature” e sottolineando come sia il degno erede di una legge di bilancio 2026 che rappresenta la più contenuta degli ultimi dieci anni.
Secondo Nave, mentre il governo Meloni sostiene di aver inserito 5 miliardi nel provvedimento, la realtà è ben diversa: italiani e imprese si troveranno a pagare 15 miliardi per sostenere l’aumento del caro bollette. Si tratta quindi di una manovra “scritta sulla sabbia” che si inserisce nella linea dell’austerità voluta dal ministro Giorgetti fin dall’inizio.
Il senatore pentastellato ha ricordato come nel 2023 sia stato firmato quello che definisce “l’esiziale Patto di stabilità”, che costerà al Paese 12 miliardi l’anno e comporterà inevitabilmente maggiori tasse o maggiori tagli sui servizi pubblici.
Particolarmente critico è stato Nave riguardo al bonus sociale, accusando il governo di aver messo in scena “una colossale presa in giro” con il famoso pallottoliere mostrato dopo l’approvazione del decreto. I 200 euro di bonus previsti per le famiglie nel 2025 si riducono infatti a 115 euro nel 2026, sottraendo quindi 85 euro alle famiglie più bisognose.
Ancora più penalizzante risulta la riduzione del bonus sociale ordinario: se prima era previsto per un ISEE di 20.000 euro, ora viene riportato a 9.670 euro per chi ha tre figli, mentre i 200 euro vengono riservati solo a chi ha un ISEE fino a 20.000 euro.
Il senatore ha concluso evidenziando come il bonus che verrà erogato dall’ARERA non raggiungerà i 115 euro promessi dalla presidente Meloni, definendo l’intera operazione come “la più ingannevole propaganda manipolativa”.
