Di Luca Franceschi
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Il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato ha respinto con forza le accuse mosse nei suoi confronti dalla magistrata Anna Gallucci e riportate sulle pagine de Il Giornale, definendole “falsità” e annunciando azioni legali.
Scarpinato ha espresso indignazione per l’articolo che lo accuserebbe di aver “spiato” la dottoressa Gallucci, la quale sostiene che il senatore avrebbe richiesto indebitamente al Consiglio Superiore della Magistratura atti della sua vita personale, allegando la tessera da senatore e insinuando un abuso della sua qualità parlamentare.
Il senatore ha chiarito di aver già dato mandato ai propri legali di procedere per vie legali contro la magistrata per le sue “insinuazioni gravemente diffamatorie” rilasciate in interviste e trasmissioni televisive. Tra queste accuse, Gallucci avrebbe sostenuto che Scarpinato, quando rivestiva l’incarico di procuratore generale di Palermo, avrebbe interferito indebitamente in un procedimento penale da lei gestito, del quale però il senatore dichiara di non essersi mai occupato.
Un’altra accusa riguarda il presunto avvio strumentale di un’azione disciplinare nei confronti della magistrata. Scarpinato ha precisato che la segnalazione del procedimento disciplinare fu effettuata direttamente dal Procuratore di Termini Imerese, a seguito di una comunicazione del Procuratore della Repubblica per i Minorenni di Palermo. Quest’ultimo aveva segnalato che la dottoressa Gallucci aveva omesso per lungo tempo di informare quella Procura che in un’indagine per droga erano coinvolti anche dei minorenni.
Il senatore ha spiegato di aver depositato al CSM un’istanza per ottenere alcuni atti del fascicolo personale della magistrata relativi ai fatti in questione, da utilizzare come prove in giudizio insieme ad altri documenti già estratti dal sito ufficiale del Consiglio Superiore della Magistratura, liberamente accessibile e riguardante anche i procedimenti disciplinari a carico di Gallucci.
Scarpinato ha sottolineato che tale richiesta rappresenta l’esercizio di un diritto riconosciuto a tutti i cittadini per ragioni di giustizia, finalizzato a dimostrare “in modo puntuale la falsità” delle insinuazioni mosse nei suoi confronti. Ha inoltre precisato che l’istanza deve essere necessariamente corredata di un documento di riconoscimento, motivo per cui ha allegato quello rilasciatogli dal Senato dopo la sua elezione.
Il parlamentare ha concluso annunciando di aver incaricato i propri legali di valutare ulteriori azioni legali per queste nuove insinuazioni, nei confronti di tutti i soggetti ritenuti responsabili.
