Di Luca Franceschi
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Durante il dibattito parlamentare sulle politiche energetiche del Governo, la senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ha sottolineato come gli eventi internazionali degli ultimi anni, dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, abbiano dimostrato con estrema chiarezza che l’autonomia energetica rappresenta oggi una questione centrale e strategica per la sovranità nazionale, sia sul piano economico che politico.
L’esponente pentastellata ha evidenziato come la dipendenza dall’estero abbia esposto l’Italia a prezzi elevati, instabilità e rischi concreti per la sicurezza del Paese. L’aumento dei costi energetici si è scaricato pesantemente su famiglie e imprese, colpendo l’intera filiera produttiva: dal settore alimentare ai trasporti, fino alla logistica.
Sironi ha lanciato un monito chiaro: senza energia accessibile non può esistere una politica industriale efficace e cresce pericolosamente il rischio di delocalizzazione delle attività produttive. Secondo la senatrice, l’attuale Esecutivo continua a muoversi senza una visione strategica complessiva.
Particolarmente critica è stata l’osservazione sui paradossi della politica governativa: da un lato si destinano decine di miliardi alla difesa, dall’altro si ignora completamente che senza autonomia energetica non può esistere nemmeno sicurezza nazionale. È paradossale, ha affermato, pensare alla difesa del Paese senza garantire l’indipendenza energetica, considerando che senza energia non si muovono neppure i mezzi militari.
Per questo motivo, l’esponente del Movimento 5 Stelle ha proposto un cambio di paradigma radicale: l’autonomia energetica deve diventare una priorità strategica anche nell’ambito delle spese per la difesa. Investire nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica significa concretamente rafforzare la sicurezza del Paese.
Durissimo è stato il giudizio sul decreto bollette, definito un intervento tardivo e assolutamente insufficiente, che arriva dopo che famiglie e imprese hanno già dovuto sostenere rincari pesantissimi. Il provvedimento, secondo Sironi, non stabilizza i prezzi, non affronta le cause strutturali del problema e soprattutto non costruisce alcuna forma di autonomia energetica.
La senatrice ha inoltre denunciato come siano state completamente ignorate indicazioni fondamentali, tra cui quelle dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, sul contenimento dei consumi e sul rafforzamento del trasporto pubblico. Servono misure strutturali e non interventi tampone, ha ribadito, criticando il Governo per continuare a privilegiare il trasporto su gomma anziché su ferro, aggravando così costi e inefficienze del sistema.
Infine, Sironi ha richiamato con forza il tema della transizione energetica, sottolineando come le fonti rinnovabili rappresentino oggi la soluzione più concreta per ridurre la dipendenza energetica e abbassare i costi. Tuttavia, la transizione viene costantemente rallentata, mentre altri Paesi, come la Spagna, dimostrano chiaramente che una strada diversa e più efficace è possibile.
La conclusione dell’intervento è stata particolarmente netta: l’Italia non è ancora fuori dal tunnel energetico e il Governo continua ad arrivare sempre in ritardo sulle questioni cruciali. Senza una strategia energetica seria e lungimirante, il Paese resterà inevitabilmente ostaggio di mercati instabili e di equilibri geopolitici sempre più fragili e incerti.
