Di Luca Franceschi
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Il senatore Pietro Lorefice del Movimento 5 Stelle ha duramente criticato l’operato del governo riguardo alla gestione di Transizione 5.0, definendo “ridicola” la comunicazione trionfale dell’esecutivo sui fondi destinati alle aziende coinvolte nel piano.
Secondo il parlamentare pentastellato, il governo ha messo in atto un doppio tradimento nei confronti delle imprese. Il primo risale alla fine del 2025, quando le aziende avevano presentato progetti di investimento facendo affidamento sui crediti d’imposta promessi dal piano tanto pubblicizzato dal ministro Urso.
La Manovra di bilancio aveva inizialmente stanziato 1,3 miliardi di euro per questo scopo, ma successivamente il decreto fiscale ha operato un taglio di 760 milioni, configurando quello che Lorefice definisce il “secondo tradimento” per le aziende interessate. Tale decisione ha scatenato le proteste di tutte le associazioni imprenditoriali, con Confindustria in prima linea.
Il senatore del M5S ha sottolineato come questa situazione si inserisca in un contesto economico già critico, caratterizzato da tre anni di crescita zero e tre anni di crollo della produzione industriale, con il tessuto produttivo nazionale in gravi difficoltà.
Oggi il ministro Urso annuncia la disponibilità di 1,5 miliardi di euro, ma Lorefice evidenzia come si tratti sostanzialmente degli stessi fondi della Manovra che vengono reintegrati, con l’aggiunta di soli 200 milioni che rappresentano una cifra inadeguata rispetto al peggioramento della situazione economica.
Il parlamentare ha definito questa operazione come “l’ennesimo giochino di prestigio” messo in atto per ingannare gli italiani, seguendo uno schema in cui “il Governo prima taglia, poi rammenda, poi festeggia”.
Lorefice ha concluso le sue dichiarazioni collegando questa vicenda al più ampio quadro politico, sostenendo che dopo il referendum sulla giustizia l’esecutivo Meloni si trova in una situazione di crisi. A supporto di questa tesi, ha citato i dati OCSE che collocano l’Italia all’ultimo posto del G20 per le stime di crescita 2026.
Il senatore ha definito questo risultato come “il giusto ma drammatico epilogo di un Governo che sarà ricordato tra i più fallimentari della storia repubblicana”.
