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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «ISTAT, M5S: SI SGRETOLA APPIGLIO GOVERNO, LAVORO ESPELLE I GIOVANI»

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16.40 - mercoledì 1 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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I dati ISTAT sull’occupazione di febbraio 2026 evidenziano un quadro preoccupante del mercato del lavoro italiano, con tendenze che i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni bilancio e finanze definiscono “patologiche” nell’era del governo Meloni.

Secondo l’analisi dei dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica, emerge un calo dell’occupazione su base mensile, mentre il dato annuale rivela dinamiche ancora più allarmanti per quanto riguarda la distribuzione generazionale del lavoro.

Il confronto tra febbraio 2026 e febbraio 2025 mostra un incremento complessivo di 13 mila occupati, ma questo dato nasconde una realtà molto diversa se analizzato per fasce d’età. La crescita è infatti trainata esclusivamente dai lavoratori over 50, che registrano un aumento di 432 mila unità.

Di contro, tutte le altre fasce d’età subiscono una contrazione significativa: i giovani tra 15 e 24 anni perdono 118 mila posti di lavoro, la fascia 25-34 anni ne perde 34 mila, mentre quella 35-49 anni registra il calo più consistente con 267 mila occupati in meno.

Questa dinamica evidenzia una progressiva esclusione dei giovani dal mercato del lavoro e un invecchiamento forzato della forza lavoro occupata. Le cause di questo fenomeno sono molteplici e interconnesse.

Il primo fattore è di natura demografica: i lavoratori più anziani rimangono attivi più a lungo a causa delle pensioni insufficienti o per effetto dei continui ritardi pensionistici derivanti dalle regole stringenti della Legge Fornero, che secondo l’opposizione è stata non solo confermata ma anche rafforzata dall’attuale esecutivo.

Il secondo elemento critico riguarda il collasso del ricambio generazionale nelle imprese. Le aziende tendono sempre più a trattenere o richiamare lavoratori over 50, spesso a costi inferiori, mentre risultano molto più restie ad assumere giovani under 35 con contratti a tempo indeterminato.

Questa situazione comporta conseguenze gravi su diversi fronti. Dal punto di vista della produttività, si verifica una drammatica perdita di potenziale innovativo, poiché vengono esclusi dal mercato proprio quei giovani che potrebbero portare maggiore innovazione, competenze digitali e propensione al rischio imprenditoriale.

Sul versante previdenziale, lo squilibrio si aggrava ulteriormente: il sistema si trova a incassare contributi per periodi più brevi dai lavoratori anziani che si avvicinano alla pensione, mentre perde i contributi a lungo termine che potrebbero derivare da una maggiore occupazione giovanile stabile.

L’analisi del Movimento 5 Stelle conclude che anche quello che veniva considerato l’ultimo appiglio economico del centrodestra – il presunto boom occupazionale degli ultimi anni – si è definitivamente sgretolato di fronte alla realtà dei dati che mostrano un mercato del lavoro sempre più squilibrato e disfunzionale.

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