Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia contesta le critiche del Partito Democratico sulla commissione d’inchiesta Covid. Secondo il deputato Francesco Ciancitto, vicepresidente della commissione, il Pd dimostra di non comprendere le funzioni costituzionali delle commissioni parlamentari d’inchiesta. Ciancitto ironizza sulla questione, affermando di essere disponibile a offrire “ripetizioni serali” ai colleghi dem per spiegare la Costituzione.
Il deputato di FdI sottolinea un principio fondamentale: le archiviazioni o le assoluzioni nei procedimenti penali non possono avere effetti sulle commissioni d’inchiesta, poiché altrimenti queste ultime cesserebbero di esistere. A dimostrazione di ciò, ricorda l’esempio recente della commissione sulla morte di David Rossi, che ha proseguito i propri lavori nonostante le numerose archiviazioni relative al caso.
Ciancitto critica duramente l’atteggiamento del Partito Democratico, evidenziando come l’esultanza dem per il proscioglimento di Fabbrocini, figura centrale nella gestione dei fondi della struttura commissariale, rivela una mancanza di interesse verso la ricerca della verità. Secondo il deputato, i componenti Pd della commissione agiscono come “avvocati difensori” dell’operato del loro governo, piuttosto che come commissari impegnati nell’inchiesta.
Ciancitto solleva inoltre questioni inquietanti riguardanti le perizie sulle mascherine cinesi sollevate in commissione dalla senatrice Zambito. Il deputato evidenzia come, qualora queste questioni dovessero comparire nelle motivazioni della sentenza del Gup, si porrebbe un problema di coerenza: o la senatrice possiede informazioni privilegiate, oppure siede nel collegio giudicante, oppure ancora intrattiene rapporti diretti con i protagonisti della vicenda. Escludendo la prima ipotesi, le rimanenti due opzioni risulterebbero entrambe preoccupanti dal punto di vista della trasparenza e dell’imparzialità.
