Di Luca Franceschi
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La pasta rappresenta il simbolo dell’Italia in tutto il mondo. Il grano duro utilizzato per la sua produzione proviene dalla coltivazione dei nostri agricoltori, i quali però vedono i loro prodotti valutati secondo prezzi stabiliti da terzi. Negli ultimi anni questo fenomeno si è aggravato, con quotazioni che hanno subito cali significativi, generando una situazione difficile da sostenere che minacciava la sopravvivenza economica di migliaia di famiglie dedite all’agricoltura nel nostro paese.
Una svolta importante si è concretizzata con il coinvolgimento dei produttori agricoli nei processi decisionali. Su impulso del Ministro Francesco Lollobrigida e di Fratelli d’Italia è stata convocata la prima riunione operativa della Commissione Unica Nazionale del grano duro. In questa sede, produttori e trasformatori hanno avuto l’opportunità di determinarsi congiuntamente un prezzo equo e trasparente, superando finalmente le vecchie quotazioni stabilite nelle piazze di Foggia e Bologna, meccanismi che storicamente penalizzavano chi operava nei campi. Il Governo ha inoltre assicurato un finanziamento di 40 milioni di euro quale sostegno diretto alla filiera.
La retribuzione equa per il lavoro agricolo rappresenta una questione di giustizia fondamentale. Chi dedica il proprio impegno alla coltivazione della terra deve ricevere una compensazione adeguata. Questo impegno istituzionale verso il settore primario rappresenta una priorità concreta dell’azione di governo, come sottolinea il vice responsabile nazionale del Dipartimento imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.
