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ISTAT * «PREZZI AL CONSUMO – MARZO 2026»

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12.07 - martedì 31 marzo 2026

Secondo le stime preliminari, nel mese di marzo 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente).

L’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli Energetici – regolamentati (da -11,6% a -1,3%) e non (da -6,2% a -2,4%) – e dell’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,8% a +2,4%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +4,5% a +4,2%).

Nel mese di marzo l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).

A marzo 2026, i prezzi dei beni registrano una sensibile accelerazione su base annua (da -0,1 a +0,7%), mentre i prezzi dei servizi diminuiscono il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, diminuisce, passando da +3,8 punti percentuali a +2,1 p.p..

Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenzia una moderata accelerazione (da +2,0% a +2,2%).

La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (+8,9%) e non (+4,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (+0,7%) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%).

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +1,6% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +1,5% su base annua (stabile rispetto al mese precedente).

Il commento

A marzo 2026, secondo le stime preliminari, l’inflazione registra una risalita (+1,7%, dal +1,5% di febbraio), dovuta soprattutto all’accelerazione dei prezzi nel settore energetico (-2,3% da -6,6%).

Un sostegno alla dinamica inflazionistica deriva anche dall’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+4,4% da +3,7%), mentre un effetto di contenimento si deve al rallentamento dei prezzi di alcune tipologie di servizi, in particolare quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0% da +4,9%).

La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” è pari a +2,2% (da +2,0%), mentre l’inflazione di fondo scende a +1,9% (da +2,4%).

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