Di Luca Franceschi
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Secondo Lino Ricchiuti, vice responsabile nazionale del Dipartimento imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, il fenomeno delle partite IVA “apri e chiudi” rappresenta uno dei problemi più significativi del sistema fiscale italiano. Per molti anni questo meccanismo è stato tollerato dall’amministrazione precedente, che ha scelto di concentrare i controlli e le misure di rigidità nei confronti dei piccoli artigiani e commercianti italiani, mentre ha deliberatamente ignorato un sistema largamente utilizzato da realtà extracomunitarie per evadere le tasse, scomparire dal registro fiscale e successivamente riaprire l’attività, causando danni economici ai contribuenti che rispettano le norme.
Con l’introduzione della Legge di Bilancio 2023, l’attuale governo ha messo in campo norme ritenute finalmente efficaci per contrastare questo fenomeno. I dati dimostrano l’efficacia delle misure adottate: nel 2025 sono state chiuse oltre 12.000 partite IVA sospette, registrando un incremento significativo del 105% rispetto all’anno precedente.
Per il 2026 l’Agenzia delle Entrate ha stabilito obiettivi ancora più ambiziosi e ha previsto strumenti di deterrenza più robusti. L’agenzia fiscale ha fissato l’obiettivo di almeno 9.000 chiusure di posizioni “apri e chiudi”. Inoltre, sono state introdotte sanzioni fino a 3.000 euro e l’obbligo di una fideiussione da 50.000 euro per coloro che tentano di riaprire un’attività dopo una chiusura forzata.
Ricchiuti sottolinea come questa rappresenti una differenza sostanziale rispetto al passato. La precedente amministrazione ha tollerato per anni un sistema che drenava risorse pubbliche, falsava la concorrenza tra operatori economici leali e danneggiava gravemente chi lavora in modo corretto e rispetta le regole fiscali. L’attuale governo, invece, ha scelto di difendere attivamente i contribuenti onesti, colpendo direttamente un meccanismo che prosperava nell’ombra e che nessuno aveva affrontato con determinazione in precedenza.
Il vice responsabile assicura che il governo continuerà su questa strada senza esitazioni e senza concessioni. Secondo la dichiarazione, la legalità non è materia su cui è possibile negoziare, e l’Italia non può più tollerare zone dove le regole fiscali valgono solamente per alcuni soggetti, mentre altri operano indisturbati al margine del sistema.
