(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Monsignor Tisi, in questi giorni, è stato a più riprese attaccato sui media da alcuni rappresentanti della destra trentina. Si tratta di un fatto di una gravità inaudita. Ho atteso di leggere le scuse da parte dei tre consiglieri di maggioranza, che però tardano ad arrivare. Sono ancora in tempo: sarebbero un gesto gradito non solo al Vescovo, ma a un’intera comunità.
È inaccettabile che, nel tentativo di cercare visibilità e autorevolezza, queste persone finiscano per mostrarsi irrispettose, fino a scadere nella volgarità È grave che si arrivi a “processare” un vescovo per aver espresso un pensiero che riguarda gli ultimi, i migranti, le fragilità sociali. Un pensiero che chiunque abbia ascoltato con onestà ha potuto riconoscere come profondamente umano, non politico.
Sono stati loro, invece, a trasformarlo in un terreno di scontro, rivelando una concezione della politica che confonde il governo delle marginalità con la negazione dell’umanità.
Ma c’è un elemento ancora più preoccupante: il tentativo di intimidire chi esprime un punto di vista diverso. Un atteggiamento che in molti, in contesti diversi, denunciano da tempo: paura di ritorsioni, paura di perdere contributi, timore di non essere ascoltati, perfino il timore di perdere il lavoro.
È un modello che non appartiene al Trentino e che non può diventare la normalità. Ribelliamoci a questa deriva. La libertà non è un favore concesso dal potere: è un diritto che appartiene a ogni cittadino, a ogni comunità, a ogni voce che sceglie di parlare con responsabilità.
Un clima preoccupante assilla sempre più numerosi contesti. Ma la politica non può pretendere di stabilire chi abbia diritto di esprimersi e chi no, né può censurare la voce di chi richiama alla dignità delle persone.
Questo attacco non colpisce solo monsignor Tisi: colpisce l’idea stessa di comunità, di rispetto e di dialogo che dovrebbe guidare il Trentino.
È triste infine far sintesi su una amara conclusione. Questo loro atteggiamento rivela semmai ve ne fosse stato bisogno il via definitiva di che pasta sono fatti questi nuovi “politicanti”.
Noi rivendichiamo una politica capace di ascoltare, non di intimidire; capace di confrontarsi, non di delegittimare; capace di riconoscere che l’umanità non è un’opinione, ma un dovere.
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Paola Demagri
Consigliera provinciale casaautonomia.eu
