Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri ha tracciato un bilancio impietoso della situazione economica italiana durante la trasmissione “4 di Sera” su Rete 4, evidenziando come dopo quattro anni di governo sia necessario fare i conti con dati allarmanti.
Secondo quanto riportato dall’OCSE, l’Italia si conferma fanalino di coda dell’Unione Europea in termini di crescita economica. I numeri parlano chiaro: la Germania cresce il doppio rispetto al nostro Paese, così come la Francia, mentre la Spagna registra una crescita quattro volte superiore a quella italiana.
L’Italia si attesta su un misero +0,4% del PIL, un risultato che secondo Silvestri deve gran parte del suo merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza portato avanti dal governo Conte. Senza questo strumento, ha sottolineato il deputato pentastellato, probabilmente il Paese si troverebbe in una situazione di recessione.
Le conseguenze di questa stagnazione economica si riflettono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, che devono fare i conti con l’aumento delle bollette, il caro spesa e il problema sempre più pressante del caro affitti. Su questi fronti cruciali, secondo Silvestri, il governo attuale non ha saputo dare risposte concrete ed efficaci.
La critica si estende anche ad altri settori chiave dell’azione governativa. Sul fronte dell’immigrazione, il deputato M5S ha evidenziato come i livelli rimangano altissimi mentre i rimpatri continuano ad essere bassissimi, segno di una gestione inefficace del fenomeno.
A completare il quadro di difficoltà, Silvestri ha osservato come all’interno della maggioranza di governo si stiano manifestando tensioni sempre più evidenti, con i partiti che “si azzannano tra di loro” invece di concentrarsi sui problemi reali del Paese.
Il deputato del Movimento 5 Stelle ha concluso il suo intervento esprimendo forte preoccupazione per le prospettive dell’Italia, definendo “allucinanti” i dati economici attuali e ribadendo come la sua preoccupazione sia rivolta principalmente al benessere del Paese piuttosto che alle dinamiche interne alla maggioranza.
