Di Luca Franceschi
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Alessandro Zan, esponente della segreteria nazionale del Partito Democratico e deputato al Parlamento europeo, ha duramente criticato l’approvazione di un nuovo regolamento sui rimpatri da parte del Ppe e delle destre europee. Secondo Zan, il provvedimento rappresenta un’apertura verso il modello di gestione dell’immigrazione utilizzato dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti, configurandosi come un attacco ai diritti fondamentali dell’Unione europea.
Il regolamento approvato prevede misure che Zan ha definito disumane, tra cui deportazioni di massa, detenzioni prolungate e la creazione di cosiddetti ‘return hubs’ in Paesi terzi anche in assenza di legami con i migranti interessati. Il provvedimento non garantisce protezione per i minori non accompagnati e introduce controlli sui telefoni e dispositivi digitali senza il consenso degli interessati.
Zan ha sottolineato come il governo italiano e Fratelli d’Italia si presentino come protagonisti di questa strategia, definendo tale posizionamento come privo di motivi di orgoglio. L’eurodeputato ha qualificato l’approvazione del regolamento come un attacco vergognoso ai diritti fondamentali, al diritto d’asilo e ai valori su cui si fonda l’Unione europea, evidenziando come la repressione sia stata anteposta alla dignità delle persone.
Il Pd si è dichiarato fermamente contrario a questa direzione politica, impegnandosi a continuare a denunciare quella che viene descritta come una pericolosa deriva normativa. Il partito intende proseguire nella difesa dei soggetti più vulnerabili e a sollecitare l’Europa affinché privilegi la tutela dei diritti rispetto a logiche puramente repressive.
