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PROCURA REPUBBLICA – TORRE ANNUNZIATA * «CANTIERE NAUTICO SEQUESTRATO A CASTELLAMMARE, 60.MILA MQ E 120 IMBARCAZIONI SOTTO ACCUSA PER INQUINAMENTO DEL SARNO»

Scritto da
11.56 - giovedì 26 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Procura della Repubblica
c/o il Tribunale di Torre Annunziata

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Napoli, nell’ambito
delle attività investigative finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento
del fiume Sarno, denominate convenzionalmente “RINASCITA SARNO”, pianificate e coordinate
dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Comando del suddetto Gruppo CC tutela
ambientale, hanno proceduto al sequestro d’iniziativa del CANTIERE NAVALE MARINA DI
STABIA S.r.l.”, sito in Castellammare di Stabia (Na), ricompreso nella più ampia area demaniale,
attualmente, occupata dal Porto Turistico di Marina di Stabia, in relazione ai reati di cui all’art. 137,
co.11 (scarico abusivo di reflui industriali), all’art. 279, co. 1 (assenza di autorizzazione – emissioni
in atmosfera) e all’art. 256 (gestione di rifiuti non autorizzata) del D.Lvo 152/2006 (Testo Unico
Ambientale).

Nel corso del controllo, espletato dai Carabinieri del NOE di Napoli, che si sono avvalsi della preziosa
collaborazione tecnica di personale dell’ARPA Campania, con il coordinamento della Procura della
Repubblica di Torre Annunziata, si è accertato che l’attività di rimessaggio del suddetto cantiere
nautico si svolgeva in assenza dell’AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) e dunque in mancanza
di qualsivoglia titolo autorizzativo.
Inoltre, le numerose imbarcazioni presenti nel cantiere (ca. 120), alcune delle quali di grosso
cabotaggio, erano oggetto di manutenzione effettuata direttamente sul nudo terreno, con conseguente
dispersione di sostanze inquinanti, confluenti direttamente, parte in pubblica fognatura e quindi nel
corpo fluviale del Fiume Sarno, e parte per dispersione sul nudo terreno.

I riscontri investigativi, conclusisi con la odierna ispezione, hanno chiaramente documentato l’illecita
attività di rimessaggio, caratterizzata dall’utilizzo di solventi e vernici, con conseguente gravissimo
pericolo di inquinamento del suolo e del corso d’acqua recettore.
Nello specifico, infatti, il flusso delle acque reflue inquinanti risultava recapitante, in maniera
costante, sul nudo suolo in assenza di qualsiasi forma di trattamento e/o depurazione.

Il citato cantiere nautico, che si estende su un’area di 60.000 mq, è prospiciente la foce del Fiume
Sarno, che in quel punto riversa le proprie acque nel Golfo di Napoli tra Torre Annunziata e
Castellammare di Stabia.
Al termine delle attività i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli hanno sottoposto a
sequestro l’intero cantiere nautico.

L’odierno sequestro si inserisce nella più ampia attività investigativa, condotta in modo capillare dai
Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, avvalendosi della preziosa
collaborazione tecnica dell’ARPAC, tutt’ora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento della
Procura di Torre Annunziata, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause di inquinamento del
fiume Sarno e dei suoi tributari, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico di detto
corso d’acqua, in attuazione del Protocollo d’intesa per le attività investigative finalizzate alla
repressione dei fenomeni d’inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, sottoscritto in data
17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle
Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall’ARPAC e dagli Organi di polizia
giudiziaria competenti in materia ambientale, tra i quali il Gruppo Carabinieri per la Tutela
Ambientale di Napoli.
Torre Annunziata, 26 marzo 2026

 

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