Di Luca Franceschi
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Le esperienze di violenza lasciano cicatrici profonde e possono provocare conseguenze significative per molti anni. Il progetto di ricerca Traces, realizzato dall’Università di Trento in collaborazione con il Forum Prevenzione, il Museo delle Donne di Merano e l’associazione Medica mondiale guidata da Monika Hauser, ha approfondito nel corso di diversi anni le conseguenze transgenerazionali, ovvero quelle che attraversano le generazioni, della violenza sessuale a livello strutturale. La ricerca è stata commissionata dalla Provincia autonoma di Bolzano con l’obiettivo di individuare le connessioni tra esperienze traumatiche di violenza e la loro trasmissione alle generazioni successive, sviluppando al contempo strategie di prevenzione efficaci. Un ulteriore proposito era quello di destigmatizzare il tema, favorendo così un’elaborazione consapevole delle esperienze vissute dalle vittime. I risultati della ricerca sono confluiti in una mostra itinerante dal titolo “Mia nonna, mia madre e io – Tracce di violenza sessualizzata in Alto Adige”, attualmente esposta al Museo delle Donne di Merano.
L’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer ha recentemente visitato la mostra. L’esposizione si sviluppa attraverso la narrazione di una storia familiare costruita ad hoc, che illustra come la violenza si perpetui attraverso le dinamiche relazionali interne alle famiglie e le strutture patriarcali, trasferendosi di generazione in generazione. “Affrontare una tematica così delicata rappresenta una sfida considerevole, che la mostra itinerante ha tuttavia saputo cogliere con successo. Si tratta soprattutto di incoraggiare le vittime di violenza a difendersi e a cercare aiuto, ma emerge con chiarezza anche la nostra responsabilità collettiva nel contrastare la violenza e nel rafforzare la prevenzione”, sottolinea Pamer. In questa prospettiva, intende allineare il modello di prevenzione della violenza sessuale elaborato nell’ambito del progetto con le misure previste dalla legge sulla prevenzione della violenza del 2022. Attualmente si sta inoltre lavorando ai presupposti normativi necessari per l’istituzione di un punto di riferimento centralizzato. “Il sostegno e la prevenzione devono procedere in parallelo, affinché la violenza non continui a radicarsi di generazione in generazione”, dichiara convintamente l’assessora provinciale.
L’urgenza della prevenzione emerge chiaramente anche dal recente femminicidio verificatosi a Bergamo, già l’undicesimo registrato nel corso dell’anno.
Supporto e assistenza per le donne vittime di violenza sono forniti dai servizi delle Case delle donne, dove le donne possono trovare protezione in alloggi sicuri e dedicati.
Centro ascolto antiviolenza e Casa delle donne a Bolzano: 800 276 433
Centro ascolto antiviolenza e Casa delle donne a Merano: 800 014 008
Centro ascolto antiviolenza e Casa delle donne a Bressanone: 800 601 330
Alloggi protetti a Bolzano: 800 892 828 (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.30 e dal lunedì al giovedì dalle 13.30 alle 17.00)
Centro ascolto antiviolenza e alloggi protetti a Brunico: 800 310 303 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.00)

